“Ho 19 anni, ecco perché due anni fa ho deciso di diventare arbitro (e non sono pazzo)”

Da quando, 2 anni fa, ho deciso di intraprendere l’attività di arbitraggio ho notato una grande curiosità e, perchè no, un velo di ignoranza che avvolge il ruolo di arbitro di calcio.

Sono sempre state frequenti le domande da parte di amici, genitori, parenti che si interessavano circa questa figura, ponendosi domande che accomunano tutti coloro che non hanno mai avuto particolarmente feeling con il panorama calcistico.
In questo articolo illustrerò le domande più inflazionate da quando ho iniziato questa splendida avventura.

Ma perché lo fai?/ Ma sei pazzo?/ C’è qualcuno che ti ha costretto?
A questa domanda ci possono essere una moltitudine di risposte. Sicuramente alla base di tutto c’è stato un grande amore per il calcio, che mi accompagna fin dalla più tenera età, ma sicuramente non si tratta solo di questo: desiderio di mettersi in gioco, sfida personale, possibilità di misurarmi con situazioni in cui devo decidere “la cosa giusta” in una frazione di secondo ed infine la possibilità di affinare le mie capacità di relazione.

Ma lo fai gratis?
Eccoci alla domanda che tutti aspettavano trepidanti: no, esiste un rimborso spese variabile a seconda della categoria e della distanza kilometrica percorsa per arrivare al campo di gara (solitamente si aggira intorno ai 50 euro).

– Ma ti devi allenare per forza?
No, non è obbligatorio allenarsi, ma molto probabilmente la tua prestazione atletica il giorno della partita sarà molto simile a quella di Fantozzi nella partita scapoli-ammogliati.
Esistono appositamente vari poli atletici nei quali è possibile allenarsi gratuitamente (Bergamo, Gorlago, Terno d’Isola e Nembro) e conoscere moltissimi colleghi e associati, con cui divertirsi e scambiare esperienze.

-Quali doveri ho?
Tutti i doveri che ha qualsiasi persona che accetta di far parte di una associazione: principalmente rispettare il lavoro svolto da chi pensa alla tua crescita senza aspettarsi nulla in cambio (quindi accettare le partite in tempo, essere puntuale nelle comunicazioni ecc.)

-Quali privilegi ho?
Ecco la seconda domanda che tutti aspettavano trepidanti: con la tessera di arbitro effettivo FIGC, si può assistere a qualsiasi manifestazione sportiva nel territorio nazionale, tramite procedura di accreditamento.
Inoltre, per chi frequenta la scuola superiore esiste la possibilità di richiedere dei crediti scolastici.

Per diventare arbitro devo per forza aver giocato a calcio?
Per quanto ciò possa aiutarti nella lettura delle dinamiche di gioco, no, non è necessario aver avuto esperienze pregresse nel mondo calcistico.

-Come faccio a sapere cosa fare durante la prima partita?
Per le prime tre partite, avrai a disposizione un tutor, una persona esperta che ti aiuterà sia attraverso consigli di carattere tecnico sia assistendoti nelle prime impellenze burocratiche.

In sostanza, hai ricevuto più insulti o soddisfazioni?
Posso rassicurare chiunque di aver ricevuto molte più soddisfazioni che insulti (e sono stati tanti!).
Le gratificazioni, gli obiettivi raggiunti, le pacche sulle spalle ma anche i consigli formativi, le amicizie, il rispetto: non diventerò mai Nicola Rizzoli, ma tutte le esperienze che l’arbitraggio mi ha permesso di vivere ripagano ampiamente qualsiasi difficoltà incontrata lungo la strada.

 

https://www.bergamonews.it/2018/10/08/19-anni-perche-due-anni-deciso-diventare-arbitro-non-pazzo/292911/