LA VISITA CRA PRESSO LA SEZIONE AIA LODI

Le difficoltà e l’impegno che comporta il ruolo dell’Arbitro sono molteplici e riuscire a coniugare questi aspetti con la propria vita privata è molto difficile, ma se c’è qualcosa che sicuramente può aiutare a renderli meno gravosi, questo sicuramente è il gruppo all’interno di una Sezione. John Donne scrisse che “nessun Uomo è un’isola” e certamente nemmeno “l’Uomo Arbitro” fa eccezione, poiché è su questo che l’Associazione e l’associazionismo in generale si basa, “un gruppo di persone che si propongono di perseguire un obiettivo comune”, ed è questo che fa la forza di una sezione.

È proprio rimarcando questo aspetto, l’importanza di fare gruppo, che il Presidente Alessandro Pizzi e l’Organo Tecnico Enrico Mauri si introducono alla RTO che vede il CRA in visita nelle sezioni lombarde e che in questa serata ha raggiunto la Sezione AIA di Lodi.

Attraverso la visione di diversi filmati sono stati toccati gli aspetti principali che caratterizzano l’attività di un arbitro all’interno e all’esterno del campo.

La fatica e la dedizione nei confronti dell’allenamento e di un costante studio del regolamento verrà poi ricompensata in campo, quando ci si dimostra capaci di raggiungere la posizione perfetta per poter individuare e riconoscere una qualsiasi infrazione e, di conseguenza, avere la massima credibilità agli occhi dei giocatori, dimostrando di capire di calcio e di non essere degli estranei in mezzo al campo.

Con la partecipazione dei ragazzi più giovani presenti alla serata è stata analizzata la casistica del grave fallo di gioco, del fallo di mano e della DOGSO, sottolineando come spesso ciò che fa la differenza tra una giusta interpretazione ed una sbagliata di un episodio può essere un’errata gestione passiva dei momenti di scarico. Situazioni nelle quali la lucidità per qualche momento può venir meno, può causare staticità e lontananza da un’azione potenzialmente pericolosa, frangenti in cui invece la guardia deve sempre restare alta e la propria sensibilità arbitrale deve essere sviluppata in modo tale da poter “annusare” sin dai primi istanti il pericolo che può comportare un’azione solo apparentemente morta.

Far maturare la propria capacità di anticipare gli eventi, di non farsi trovare impreparati ed arginare al minimo il fattore sorpresa si ripercuote sulla prontezza di un provvedimento disciplinare, il quale comminato con la giusta tempestività può impedire per esempio che dei calciatori possano mettere in atto ulteriori atteggiamenti gravi che possano minare l’equilibrio della gara.

La fantastica serata si conclude con il prezioso consiglio del Presidente Pizzi, lavorare costantemente su noi stessi è fondamentale, cercare di migliorarci e di metterci sempre in gioco senza dare mai nulla per scontato perché nonostante le mille difficoltà non bisogna smettere mai di provarci, l’obiettivo potrebbe essere molto più vicino di quanto si possa pensare.