MARZO 2010

Ora Legale

Si ricorda a tutti gli associati (soprattutto a quelli impiegati domenica mattina) che il 27 MARZO 2010 (Sabato notte) si ritorna all'ora legale; ricordarsi di spostare in avanti le lancette dell'orologio di un ora !

Ultimo Raduno di Eccellenza, Voto: 9,75 ! - Acqui Terme

Questa volta non siamo in Lombardia bensì in Piemonte, perché dopo le trasferte a Chiavenna e a Mantova non potevamo che uscire dalla nostra regione e così il nostro Presidente Alberto Zaroli insieme ad Andrea Torti (Presidente C.R.A. Liguria) e Gianmario Cuttica (Presidente C.R.A. Piemonte e Valle d’Aosta) hanno organizzato veramente bene il tutto e hanno deciso di riunire tutte le loro giacchette nere di Eccellenza nel suggestivo paese di Acqui Terme (AL) per farci vivere per quanto possibile un’atmosfera “nazionale”.
Noi eravamo sul posto il giorno prima e penso sia un dettaglio da non sottovalutare… insomma vedere più della metà degli arbitri lombardi che decidono di vivere il raduno a 360° cenando insieme e passando una serata in tutta spensieratezza… non so se rendo l’idea… vedere arrivare una macchina, due macchine… sei macchine… e vedere un tavolo che riesce ad aggiungere sempre un posto in più è bellissimo… è forse il risultato di una stagione piena di raduni, aspettative e novità… piena di impegno, serenità, serietà e puro divertimento da parte di tutti!
Ma passiamo al raduno vero e proprio! Sabato 20 Marzo, ore 10:00 allenamento leggero sotto la pioggia, divisi in tre macro-gruppi (ma non per regioni, in modo da amalgamare il più possibile il gruppo) e poi in albergo per presentazione, appello e quiz regolamentari interattivi.
Alle 13:00 tutti a tavola con Lorenzo Bergamaschi, Maurizio Pozzoli e Massimo Romagnoni che hanno scelto di unirsi ai nostri tavoli, anche per la mancanza di un vero e proprio tavolo “presidenziale”!
Ma andiamo al momento clou del raduno… il pomeriggio si apre con la lezione tenuta da Alessandra Agosto, ex arbitro nazionale ed attualmente Responsabile del Marketing e Comunicazione dell’A.I.A. Eravamo tutti un po’ perplessi all’inizio… però poi ci ha coinvolti o meglio ci ha CONVINTI!
Si, convinti, perché ci ha fatto credere che la mente è un elemento fondamentale sul quale poter lavorare per migliorare il nostro approccio alla gara. Ci ha fornito vari modi per poter trasformare la nostra tensione “negativa” in energia positiva attraverso la respirazione e l’immaginazione. Dobbiamo preparare la gara in modo sereno senza il bisogno di immaginare episodi negativi ma, al contrario, situazioni di gara che noi riusciamo a gestire e a risolvere e sicuramente il risultato sarà quello di sentirsi pronti e sereni per affrontare tutto, così ogni cosa risulterà semplice e immediata.
Alessandra è riuscita a dimostrarci che se credi fortemente che una cosa accada hai più possibilità che accada realmente… sia essa brutta o bella… quindi perché immaginare o ricordare sempre partite andate male??? Dobbiamo utilizzare gli episodi belli accaduti in passato… o magari inventarli… o utilizzare gli errori e le parole degli osservatori per avere un motivo in più per andare bene… per migliorarci e per riuscire a dare il massimo per raggiungere il nostro obiettivo.
Ognuno può sognare e fantasticare sulla serie A e sulle finali dei Mondiali… ma senza perdere di vista l’obiettivo a breve termine che ognuno di noi DEVE prefissarsi per poter pensare di migliorare e di avere la possibilità di arbitrare realmente la gara dei suoi sogni.
Seduto in mezzo a noi un ospite d’eccezione, Narciso Pisacreta, Vice-Presidente nazionale, che prende la parola e ci emoziona con i suoi pensieri e i suoi trucchetti da esperto arbitro (prima) ed assistente internazionale (poi). Inizia paragonandoci a dei bancomat perché effettivamente un arbitro non può pensare di pretendere qualcosa da una prestazione arbitrale e dall'Associazione se non è il primo a sacrificarsi per questa attività... insomma non possiamo pensare di usare un bancomat senza averci prima versato dei soldi. Per Narciso il nostro sport inizia come un gioco ma poi diventa un Bisogno... e piano piano ci arricchisce e con l'esperienza farciamo sempre più un panino formato da due fette esterne, conoscenza del regolamento e impegno fisico, e da tanto companatico e quindi dalle nostre qualità individuali che arricchiscono il nostro bagaglio di trucchetti attraverso le esperienze passate.
Conclude lasciandoci una frase di Madre Teresa di Calcutta “è meglio accendere una candela piuttosto che lamentarsi del buio”.
Il raduno termina con il ringraziamento dei tre Presidenti a tutti gli arbitri e ai vari collaboratori per l’impegno e la motivazione dimostrati.
La Commissione è riuscita???
Penso che il gruppo di Eccellenza sia diventato un vero gruppo e come tutti i veri gruppi che si rispettino abbiamo eletto un Grande Numero 1 e siamo consapevoli di avere alle spalle una Grande Commissione che ha ancora debiti per pagare le tute… ma che è riuscita nel suo intento!

Anna DI NARDO

CIAO ERCOLE

Nello scorso mese di febbraio ha lasciato il mondo terreno l’impareggiabile ed indimenticabile figura di Ercole Croci, Arbitro Benemerito, che da ben 63 anni faceva parte , con orgoglio, della nostra Sezione di Legnano dove nel lontano 1947 acquisì, all’età di 22 anni, la qualifica di arbitro effettivo.
La sua scomparsa, avvenuta con serenità fra le braccia della sua adorata moglie ( con lui nella foto al momento della premiazione per i 60 di tessera), ci lascia attoniti ed increduli. Ognuno degli associati della Sezione potrebbe raccontare qualche aneddoto su di lui ma preferiamo tenerci dentro quegl’attimi di memoria, per lasciarli indelebili e personali.
Non serve ricordare la sua carriera arbitrale ma ci preme soprattutto ricordarlo per il suo rapporto appassionato con il nostro mondo, più di un amore, più di un passatempo che affrontava con ardore, con disponibilità e con passione. Passione, appunto. Era questo il suo modo di essere e fare che ha trasmesso ai tanti giovani che avevano deciso di diventare arbitro.
Come spiegare tutto ciò? Con il suo comportamento, con il suo sorriso, con la sua giovialità, con l’onestà, l’umanità, la bontà, l’umiltà e perché no anche la profonda conoscenza del regolamento. Nella sua innata sensibilità, poi, aveva sempre la frase giusta, la parola buona per incoraggiare chiunque quando qualcosa era andato storto.
La scomparsa di una persona cara è sempre un dolore lacerante ma la morte, lo sappiamo, è un porto certo, senza via di scampo. Tutta la nostra vita è un’attesa, ma quando giunge il momento ed un amico, un padre, un nonno ci lascia non siamo mai pronti a perdere questo bene prezioso che abbiamo condiviso per tantissimi anni. Questo sentimento si è materializzato con la sua morte e la commozione, che ha invaso tutti coloro che lo hanno conosciuto, è stata immensa. Ma pur nella tristezza non possiamo che ringraziarlo per quanto ci ha dato e da lassù, siamo certi, continuerà a spronare i “suoi” arbitri.
Altre parole non servono : GRAZIE, GRAZIE ERCOLE, ti ricorderemo sempre come un grande associato ma soprattutto come un grande uomo, un grande amico.

A cura di Ignazio ZIINO.

Paolo Mazzoleni in visita a Legnano – Legnano, 15 Marzo 2010.

Un “privilegiato” che ha realizzato un sogno. Ma anche un arbitro come tanti, che non dimentica da dove è venuto. Così si è presentato alla sezione di Legnano Paolo Mazzoleni di Bergamo, arbitro dal 1991 giunto ormai ad un passo dal traguardo delle 50 presenze in serie A.
Dopo aver riassunto la sua rapida scalata verso la massima serie, Paolo ha descritto la figura dell’arbitro a 360 gradi, soffermandosi su tutti i principali aspetti che ne contraddistinguono il ruolo: dall’atletico, in quanto all’arbitro è richiesto in primo luogo di tenere il passo rispetto ad un calcio moderno sempre più veloce, al tattico, evidenziando l’importanza della preparazione della partita in funzione (anche) dello stile di gioco delle squadre; dal tecnico, e cioè dalla conoscenza del regolamento, al comportamentale, in quanto – ha spiegato – gli arbitri “rendono un servizio alle squadre”, e queste potranno dimenticare un rigore non concesso o un fuorigioco non segnalato, ma non certo la maleducazione e l’arroganza di chi si sente superiore per il solo fatto di indossare una divisa.
La serata ha rappresentato poi l’occasione per sollevare ulteriormente il velo che tradizionalmente separa i 37 arbitri della serie A e B da tutti gli altri: sarebbe sbagliato pensare, infatti, che i primi costituiscano un mondo a parte. “Il regolamento è lo stesso, il ruolo anche”, ha spiegato. Cambiano certamente i contesti e le pressioni, l’importanza delle partite e l’attenzione che gravita attorno ad esse. Ma, ha continuato Paolo, “è fondamentale non farsi condizionare da questi aspetti, per concentrarsi solo sulla gara e sui propri compiti”, per non perdere di vista l’essenza dell’essere arbitro: “divertirsi”. Infatti, ha spiegato, dal campetto di periferia a san Siro è essenziale scendere in campo per fare del proprio meglio, nell’ottica di un divertimento, senza cercare di costruire un rapporto artefatto con le altre componenti del gioco, e consapevoli della distinzione dei ruoli. Perché, ha concluso, ciò che resta guardandosi indietro non devono essere la tensione e le pressioni precedenti (o, in qualche caso, successive) alla partita, ma il piacere di aver partecipato alla gara e la soddisfazione per la strada fatta, con i piedi ben piantati per terra e un occhio sempre rivolto al futuro. E poi, nel caso di Paolo, anche l’orgoglio di aver realizzato il sogno di tutti i giovani arbitri, con l’umiltà di un giovane arbitro.

Serata con Dino Tommasi - Mortara, 8 Marzo 2010

Nella serata di Lunedì 8 Marzo la sezione AIA di Mortara ha avuto l’onore di avere ospite Dino Tommasi, arbitro della sezione di Bassano del Grappa in forza alla CAN A-B. La serata è iniziata con la proiezione di alcuni filmati che mostravano episodi accaduti in serie A e l’analisi delle relative decisioni arbitrali. Tali immagini sono state commentate dal fischietto veneto che ha spiegato come i suoi colleghi hanno interpretato i vari episodi. Dino Tommasi ha poi spiegato, rispondendo ad una domanda, cosa si intende per uniformità di giudizio: “L’importante – ha sottolineato – è che il direttore di gara mantenga lo stesso metro di giudizio all’interno della stessa gara, per il resto non è possibile fare confronti tra episodi di gare dirette da arbitri diversi perché bisognerebbe calcolare anche il contesto in cui si verificano gli stessi”. Tra le situazioni mostrate si è soffermato particolarmente su quelle che hanno come conseguenza l’espulsione per chiara occasione da rete e il gioco violento. Poi Tommasi ha dato un parere sugli errori che si vedono nelle massime categorie: “E’ stato studiato – ha spiegato – che in una gara l’arbitro debba assumere circa 150 decisioni, perciò è più che normale che su un numero così alto di interventi ci sia qualche piccolo errore. In fondo – ha concluso – gli arbitri sono pur sempre uomini e, in quanto tali, sbagliano”. Infine ha dato un consiglio generale sull’arbitraggio: “La cosa più importante è saper gestire bene la gara da un punto di vista disciplinare. E’ fondamentale capire quando basta un richiamo e quando invece è necessario usare i cartellini”. La serata, a cui hanno partecipato tutti gli associati mortaresi che hanno affollato i locali sezionali, si è conclusa con i ringraziamenti all’ospite per la simpatia e la chiarezza dimostrata e con il dono allo stesso di un cesto di prodotti tipici della zona.

Alberto COLLI FRANZONE

RINVIO GARE DEL 10 E 11 MARZO 2010

TUTTE LE GARE DELLE CATEGORIE REGIONALI IN PROGRAMMA MERCOLEDì 10 E GIOVEDì 11 MARZO 2010, SONO RINVIATE A DATA DA DESTINARSI A CAUSA DELLE CONDIZIONI ATMOSFERICHE. SI DISPUTERANNO SOLTANTO DUE GARE DI PRIMA CATEGORIA NELLA PROVINCIA DI SONDRIO (ALBOSAGGIA E TIRANO).

Dino Tommasi e Andrea Stefani alla Sezione di Varese - Varese, 1 Marzo 2010

La Sezione A.I.A. di Varese, nella serata di lunedì 01 marzo 2010, ha ricevuto la graditissima visita di Dino Tommasi della Sezione di Bassano del Grappa ed Andrea Stefani della Sezione di Milano, rispettivamente arbitro ed assistente internazionale a disposizione della CAN A-B.
I due importanti ospiti, attraverso l’ausilio di filmati in uso presso il Centro Tecnico di Coverciano, hanno tenuto un’accattivante e partecipatissima lezione tecnica.
I temi trattati, sempre esposti in maniera coordinata dai due colleghi, hanno sottolineato, fra le tante cose, l’importanza del “team arbitrale”, del suo affiatamento e di quanto sia indispensabile la comunicazione che quest’ultimo fornisce a giocatori e tecnici soprattutto in merito alle decisioni riguardanti episodi controversi e di difficile interpretazione.
Autocritica ed entusiasmo hanno caratterizzato la serata all’interno della quale il Direttore di gara e l’ Assistente hanno cercato di trasmettere ai colleghi, molti dei quali giovanissimi, la loro visione del ruolo arbitrale. E’ stato sottolineato da entrambi come l’impegno, la costanza, l’allenamento e l’approfondita conoscenza del regolamento rendono l’arbitro credibile ed in grado di prendere decisioni immediate ed immuni da condizionamenti esterni durante tutta la gara.
Attraverso il racconto di esperienze personali capitate in gare della massima serie, essi hanno evidenziato quanto sia importante l’esperienza maturata anche in partite nelle quali non vi è la presenza delle telecamere ma che forniscono all’arbitro un importantissimo bagaglio di esperienza e di casistica spendibile poi nelle serie maggiori.
Il non sentirsi mai arrivati, il dirigere ed assistere le gare sempre con il massimo impegno e serietà sono i consigli che sono stati lasciati dagli ospiti intervenuti e che hanno generato in tutti gli spettatori un grande senso di ammirazione e voglia di fare sempre meglio.
A Dino ed Andrea, ai quali a fine serata è stato fatto autografare lo storico libro degli ospiti della sezione di Varese, va un sentito ringraziamento per la preparazione, i consigli e la simpatia che hanno dimostrato.


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