APRILE 2010

Paolo Tagliavento visita la Sezione di Como

“Ogni arbitro deve avere, come me, la propria sezione nel cuore”
Sono questa le parole con cui Paolo Tagliavento ha aperto il suo intervento alla riunione tecnica tenutasi presso la sezione di Como il 14.04.10.
Paolo Tagliavento, arbitro in forza alla Can della sezione di Terni, ha voluto dunque sottolineare il valore della sezione, la sua importanza genitrice e il suo fondamentale ruolo di sostenitrice di ogni arbitro durante l’arco di tutta la sua carriera, indipendentemente dalla categoria, sottolineando come debba essere punto fermo per la crescita sia personale che arbitrale.
Da quando, ragazzino, si dilettava ad esibire cartellini posticci nelle partitelle organizzate nel cortile sotto casa, alle sensazioni provate nel sottopassaggio un attimo prima di calcare il terreno di gioco nel derby della lanterna, Paolo, sì perché chi ha parlato agli attenti colleghi è stato Paolo, un ragazzo semplice, umile che con i propri sacrifici, passando attraverso momenti di delusione ed enormi soddisfazioni è riuscito a raggiungere quel traguardo che a suo stesso dire pareva impossibile.
Ripercorrendo le tappe che lo hanno portato a ricoprire l’attuale ruolo si è soffermato sull’emozione provata per il passaggio in eccellenza raccontandolo con lo stesso entusiasmo con cui ha riferito della sua prima esperienza internazionale: “l’eccellenza in quel momento era la mia serie A”.
Ha invitato ciascun presente a crearsi il proprio obiettivo e di seguirlo fino in fondo ammonendo (mai termine fu più adeguato) di non badare ai commenti di chi ci vuole falliti un giorno e all’apice il giorno seguente, di convivere con i propri errori traendone insegnamento e di non badare alle critiche di chi “ conosce di tori ma non è mai stato nell’arena”.
La giornata “tipo” dell’arbitro di serie A e l’importanza della preparazione atletica sono stati gli altri argomenti che ha voluto trattare Paolo non esimendosi dal rispondere alle curiose domande dei presenti.
La forza di tale iniziativa tanto voluta dal presidente Nicchi e da tutte le componenti dell’Associazione era manifesta negli occhi dei più giovani associati che con curiosità, entusiasmo, interesse e ammirazione hanno seguito l’ “uomo” Paolo nel suo percorso.
L’obiettivo per il quale si è tanto voluto tale incontro è stato raggiunto.

Adriano SINIBALDI

Raduno Play Off per gli Arbitri Regionali

I campionati regionali si avviano alla conclusione (2 maggio per l’Eccellenza, 9 maggio per Promozione e Prima categoria) e si preannunciano i verdetti: squadre promosse, retrocessioni e scontri diretti per definire le posizioni che porteranno alla compilazione delle griglie di play off e play out.
E’ necessaria la massima attenzione per tutti e gli Arbitri e gli Assistenti del CRA Lombardia saranno chiamati ad offrire prestazioni adeguate alla difficoltà degli impegni da affrontare.
Martedì 4 maggio, ospiti della Sezione di Treviglio, 18 arbitri di Eccellenza, 21 assistenti e 8 arbitri del Calcio a 5 verranno sottoposti ai test atletici e si confronteranno con i propri designatori per preparare al meglio questo momento cruciale della stagione.
Da questo gruppo, ormai molto ristretto, usciranno anche coloro i quali transiteranno agli Organi Tecnici Nazionali: la Cai per gli arbitri, la Can D per gli assistenti e la Can 5 per gli arbitri del futsal.

La Sezione di Busto Arsizio organizza la "4° Arbitro Campestre"

La Sezione A.I.A. di Busto Arsizio organizza la quarta edizione della manifestazione podistica di 7 Km completamente immersa nel verde del Parco del Ticino. Domenica 13 Giugno 2010 alle ore 9.30 ci ritroveremo a Vizzola Ticino presso il Campo Sportivo Comunale. Partenza ore 10.30. Iscrizione corsa: 2,00 Euro a carico di ogni singolo partecipante. Alla fine della gara si potrà pranzare al costo di 8,00 Euro a persona.

GUARDA LA BROCHURE (.pdf)
GUARDA IL PROGRAMMA (.pdf)

Grazie per la collaborazione,
Emanuele GORLETTA
Francesco LUNARDON

Cristiano Copelli visita la Sezione di Busto Arsizio

La sezione arbitri di Busto Arsizio ha avuto l'enorme piacere di ospitare nella serata del 12 aprile il collega Cristiano Copelli della sezione di Mantova, assistente di serie A e Internazionale dal 2004. Nessuno di noi avrebbe mai immaginato di poter conoscere una personalità tanto importante nel mondo dell'arbitraggio e rivelatasi allo stesso tempo così umile e disposta al confronto.
Numerosissimi gli associati presenti che, come si suol dire, hanno riempito la sala riunioni in ogni ordine di posto.
Cristiano ha saputo coinvolgere i giovani colleghi con aneddoti, battute, racconti e tanta esperienza, vissuta sui più alti palcoscenici del calcio italiano ed internazionale, con l'entusisasmo di un esordiente e senza mai essere noioso.
Nel suo intervento ha fatto riferimento ad alcuni episodi significativi della sua carriera arbitrale, menzionando anche quelli negativi, ma non meno importanti per la sua crescita.
Particolare attenzione è stata posta al ruolo dell'assistente nel calcio di oggi, all'affiatamento quale elemento vincente della terna arbitrale e alla collaborazione con l'arbitro per garantire la corretta direzione della partita individuando e segnalando i fuori giochi o le situazioni fallose ai suoi occhi sfuggite.
Fondamentali sono la preparazione atletica, la concentrazione che un arbitro deve mantenere in ogni istante della gara e, soprattutto, la serenità con cui bisogna affrontare qualunque partita, dai giovanissimi al match di un Mondiale, perché non dobbiamo mai dimenticarci che il nostro sport è soprattutto passione e divertimento.
Critstiano ha concluso invitando i giovani a non abbattersi alle prime avversità, ma a tenere duro e a dimostrare tutto il loro valore con impegno, costanza e sacrificio.
A fine serata tantissimi ragazzi si sono fatti immortalare con l'illustre ospite che non ha fatto mancare la sua squisita disponibilità. il Presidente De Bernardi ha ringraziato e omaggiato a nome di tutta la sezione Cristiano che con professionalità, umiltà e naturalezza è stato capace di trasmettere a tutti gli associati la sua grande passione per il nostro sport.

Marco AVELLANO

Un minuto di silenzio per le vittime in Val Venosta

La Federazione Italiana Giuoco Calcio, su indicazione della Presidenza del CONI, ha disposto l'effettuazione di un minuto di silenzio, in occasione delle gare di tutti i campionati in programma nel prossimo fine settimana (17-18 Aprile 2010), per commemorare le vittime dell'incidente ferroviario avvenuto il 12 aprile 2010 in Val Venosta.

Carlo Pacifici visita la Sezione di Busto Arsizio

La sera del 22 marzo, la Sezione di Busto Arsizio ha avuto l'enorme piacere di ospitare il collega Carlo Pacifici, Responsabile della Commissione Arbitri Interregionali. L'arbitro benemerito ha svolto una serie di considerazioni sull'evoluzione del mondo arbitrale nel giuoco del calcio, ripercorrendo le tappe delle innovazioni succedutesi nel corso dei suoi quasi 100 anni di storia, attraverso una iniziale rivisitazione, grazie alla proiezione di alcune slides in bianco e nero, della storia dell'AIA nella prima metà del secolo scorso con le indimenticabili divise composte da pantaloncini alla zuava, giacca e cravattino.
La lezione è proseguita affrontando la figura dell'arbitro moderno che per stare al passo con lo sviluppo del calcio, indipendentemente dalla categoria nella quale si opera, ha subito una svolta sotto il profilo della preparazione atletica, tecnica, comportamentale della gara, venendo sottolineata da Pacifici anche l'importanza degli aspetti etici e morali come componenti fondamentali in un arbitro completo.
Non è mancato un passaggio sull'attività della Commissione CAI, come primo importante realtà nazionale che affrontano i giovani direttori di gara selezionati dalle regioni La gradita presenza del Commissario CAI è stata ricca di spunti d'interesse che hanno destato diverse domande alle quali Pacifici non ha voluto sottrarsi rispondendo con competenza e precisione alle osservazioni dei numerosi colleghi presenti in Sezione.
Al termine del piacevole incontro, il Presidente Vincenzo de Bernardi ha omaggiato il collega di un ricordo della serata, durante la quale abbiamo apprezzato la sua capacità comunicativa, vero esempio non solo di ottimo dirigente, ma soprattutto di una persona dalle grandi doti umane e morali.

Marco AVELLANO

C.R.A. Lombardia: "Osservatori C.A.I. per un giorno"

Domenica 28 Marzo la sezione di Treviglio, presieduta dal sempre disponibile Enzo Paganelli, ha ospitato il raduno degli Osservatori lombardi di Eccellenza maggiormente distintisi nella stagione in corso: si è trattato dell’atto finale di un vero e proprio “bombardamento formativo”, fortemente voluto dal Presidente regionale Alberto Zaroli e curato nei dettagli dal Responsabile O.A. Roberto Scevola.
Quest’ultimo, aperti i lavori nella prima mattinata, ha ripercorso le tappe di un’attività molto intensa parlando di “anno zero degli osservatori lombardi” ed insistendo sul “marcamento stretto” operato dall’Organo Tecnico sui medesimi; ripetuti incontri di verifica circa l’applicazione delle direttive impartite, confidenziali ‘formative’, segnalazioni via e-mail delle manchevolezze di minore impatto anche in caso di valutazione positiva della relazione e visionature congiunte ‘a tappeto’ hanno costituito gli strumenti di lavoro funzionali a monitorare la crescita degli Osservatori gara dopo gara. La comunicazione del voto al termine del colloquio e la decisione di non modificare in alcun modo i voti attribuiti dai medesimi hanno contribuito a delineare l’immagine di un Osservatore destinato a “formare” (arbitri ed assistenti) ed “informare” (l’O.T.), sì da “lasciare qualcosa di concreto” ai ragazzi ed individuarne esattamente i margini di valorizzazione, in linea con le esigenze degli Organi Tecnici superiori.
Dopo l’intervento di Scevola, la giornata ha preso una piega davvero ‘originale’: accogliendo l’invito del Presidente regionale, caldeggiato entusiasticamente dal Presidente CAI Carlo Pacifici, la direzione dei lavori è stata assunta da Mauro Felicani, coordinatore dell’area osservatori della Commissione Arbitri Interregionale. Bolognese, arbitro pluripresente in serie A, Presidente regionale e di sezione nonché Osservatore nelle massime categorie nazionali, Felicani ha “promosso d’ufficio alla CAI per un giorno” tutti i presenti, intrattenendoli oltre due ore sulla figura e i compiti dell’Osservatore interregionale. Davanti ad una platea tanto attenta da sembrare insensibile all’approssimarsi dell’orario prandiale, il Coordinatore CAI ha illustrato esaurientemente il poderoso lavoro dell’area a lui affidata, soffermandosi su tutte le novità apportate e distribuendo apposito materiale: attribuzione del voto in funzione della futuribilità, la trasmissione via e-mail delle relazioni agli arbitri, l’intangibilità del voto assegnato dagli Osservatori e le maggiori anomalie riscontrate nelle relazioni hanno rappresentato i nodi cruciali di un’esposizione altamente apprezzata nei contenuti e nella concretezza comunicativa. Esaurite le numerose domande formulate dagli Osservatori, cui Felicani non ha mancato di rispondere traendo spunti anche dalla sua notevole esperienza associativa, ad una frugale colazione di lavoro è seguito il trasferimento nel glorioso Stadio ‘Zanconti’ per seguire il big match di Eccellenza, Trevigliese-Seregno: le sorti dei partecipanti si sono quindi divise, perché il Coordinatore Cai si è concentrato sui suoi compiti ‘di giornata’ assistendo alla gara in covisionatura, mentre gli osservatori lombardi, coordinati dal loro Responsabile, hanno seguito la partita tornando poi in Sezione per “trarre le somme” dell’ulteriore momento formativo predisposto dal CRA, alla luce delle direttive e degli elementi di discussione forniti da Mauro Felicani.
La palpabile soddisfazione di tutti per essere stati “osservatori Cai per un giorno” è risultata accresciuta dalla grande disponibilità di Felicani il quale, come ‘ciliegina sulla torta’, si è fatto carico della valutazione di tutte le relazioni elaborate sul modello e con metodi CAI dagli osservatori lombardi in relazione alla gara del pomeriggio, fornendo pochi giorni dopo indicazioni via e-mail a ciascuno dei partecipanti su anomalie e profili migliorativi riguardanti i singoli elaborati. Non c’è che dire: un’iniziativa pienamente riuscita, che ha preparato al ruolo coloro i quali, tra i convocati, transiteranno nell’organico interregionale a fine stagione, nonché arricchito quelli che continueranno ad operare in Regione, fornendo a tutti spunti valutativi e formativi idonei a rendere migliori i ragazzi visionati e a traguardarne efficacemente la futuribilità.

Un Grazie all'ospite d'onore Nicola Rizzoli

L’emozione è stata forte tra gli arbitri riuniti lunedì sera, 22 marzo 2010, presso la sezione AIA “Rinaldo Baracchetti” di Monza per la presenza di un ospite di prestigio: Nicola Rizzoli, arbitro di serie A e Internazionale dal 2007. Nessuno di noi avrebbe mai immaginato di poter conoscere una personalità tanto importante nel mondo dell’arbitraggio e rivelatasi allo stesso tempo così umile e disposta al confronto.
Dopo essersi messo a suo agio, Rizzoli, parlando della propria carriera arbitrale iniziata a soli 15 anni, ha voluto rivelarci il segreto che rende grande un arbitro, quello che può garantirgli il successo e la credibilità.
Il suo discorso si è così incentrato sulla capacità di usare al meglio i 5 sensi, più comunemente chiamato body language (linguaggio del corpo) e che è stato uno dei concetti chiave della serata. Con esso non si intende tanto forza fisica, muscolatura prestante, nulla di tutto ciò. È lui stesso a scherzare sul proprio fisico esile di un tempo ricordando i primi anni della sua carriera di adolescente. In realtà ciò che gli ha permesso di arrivare in alto non è stata semplicemente la crescita fisica, l’intensa attività agonistica, bensì proprio la capacità di usare in campo tutti e 5 i sensi di cui ogni uomo dispone, ma che spesso sottovaluta e non è esercitato ad usare al meglio.
Un lavoro di testa dunque, capace di temprare corpo e mente.
Quello di Rizzoli però non è stato un semplice monologo, anzi, l’ospite si è mostrato molto interessato anche alle nostre opinioni, aperto al confronto e al dialogo scegliendo 4 rappresentanti delle rispettive categorie (OTP, OTR, CAI) a cui ha rivolto la domanda che ogni arbitro dovrebbe porsi: “Quale dev’essere la principale dote di un arbitro?”.
Dare una sola risposta sarebbe impossibile, ma tutte le qualità citate dai miei compagni hanno un aspetto in comune: professionalità. L’arbitro vero deve possedere una forte personalità, deve sempre essere se stesso senza farsi condizionare da agenti esterni, mostrando grande serietà. Del resto la stessa parola arbitro, dal latino arbiter, vuol dire giudice, e un giudice dev’essere obiettivo e imparziale.
Dall’alto della sua esperienza Rizzoli ha poi sottolineato l’importanza che ricopre l’errore per un arbitro; SBAGLIANDO SI IMPARA, un luogo comune che tutti conosciamo ma che è difficile accettare; tuttavia un errore, anche molto grave, è sempre uno stimolo al miglioramento e al superamento dei propri limiti. A tal proposito Rizzoli, senza alcun imbarazzo, ha ricordato un episodio che lo ha direttamente coinvolto e che avrebbe potuto creargli difficoltà per la carriera, come egli stesso ha ammesso. Gli è invece servito a maturare ancor di più e a capire che freddezza e lucidità sono fondamentali per il giudice del gioco. Anzi, poco tempo dopo ha fatto il suo esordio in Champions League.
Nel corso della serata non sono mancati momenti di ironia e d’intesa con noi colleghi arbitri, specialmente verso la fine, quando si è messo a disposizione di noi tutti per fare foto e rilasciare autografi regalandoci così un ricordo prezioso di quei momenti.
Per la sua disponibilità e la sua umiltà vogliamo ringraziare Nicola che con poche parole è stato capace di trasmetterci un grande insegnamento e di ricordarci quanto la vita possa essere imprevedibile, come nel suo caso; ciò dimostra che nessun traguardo, per quanto insospettabile, è irraggiungibile. Per queste parole di speranza gli rivolgiamo un grazie, di cuore.

Alberto PASSONI

Lezione tecnica con Mauro Felicani e Massimiliano Grilli - Seregno, 22 Marzo 2010

Quando gli ospiti sono di assoluto spessore, gli associati della Sezione di Seregno non mancano all’appello accorrendo numerosi nella sede di Piazzale Olimpico. Così è stato anche lunedì 22 marzo quando nei locali dello Stadio Ferruccio sono giunti per una intensa lezione tecnica il Componente della CAI Mauro Felicani e l’Assistente Internazionale Massimiliano Grilli. Ad accogliere gli ospiti nazionali il Presidente di Sezione Santino Aceti e il consiglio direttivo sezionale. Presenti anche i componenti CRA Giorgio Annoni e Massimo Romagnoni. Numerosissimi, come detto, gli associati seregnesi presenti che, come si suol dire, hanno riempito la sala riunioni in ogni ordine di posto.
Dopo aver ringraziato gli illustri ospiti, il Presidente Aceti ha subito lasciato la parola a Mauro Felicani che, salutati i presenti, ha esordito riconoscendo la bontà dell’organizzazione di simili lezioni tecniche: “Molto bene è anche ritrovarsi, come oggi, in compagnia di un collega ancora in attività. Il dibattito non può che trarne vantaggi. Stasera parleremo di regole del gioco e grazie alla presenza di Massimiliano Grilli potremo parlare nello specifico anche della collaborazione tra arbitro ed assistente.” Felicani ha quindi illustrato i contenuti del proprio intervento dal titolo “L’arbitro ieri, l’arbitro oggi. Come cambierei il regolamento”. Il Componente CAI ha raccontato la propria esperienza prima di calciatore nel campionato di Promozione e poi di arbitro a livello nazionale: “Sempre sono stato appassionato di regolamento. Non solo mi è piaciuto studiare le regole del gioco, ma sono sempre stato interessato anche a capire come fossero nate e come si fossero sviluppate nel tempo.” Ne è seguita quindi un’esposizione dell’evoluzione regolamentare del gioco del calcio: “Il nostro sport nasce nel 1856 senza arbitri. Le università inglesi, tra cui Cambridge, iniziarono a definire le prime regole. Nel 1863 le regole da 11 erano diventate 14. Era stato introdotta la figura dell’arbitro ma ancora mancavano disposizioni sul pallone, il numero dei calciatori e il calcio di rigore. Solo nel 1871, per la Coppa di Inghilterra, venne designata la prima terna.” Una serie di fotografie storiche e recenti riproposte da Felicani hanno quindi permesso di evidenziare come nel tempo sia mutata la figura dell’arbitro. Ne è seguita quindi una riflessione su alcune regole del gioco, con spunti di dibattito lanciati dallo stesso Felicani: “La regola 10 ad esempio è una regola su cui penso sia possibile in futuro ragionare in termini di tecnologia. La segnatura di una rete, d’altro canto, è un fatto oggettivo: il pallone o è dentro o è fuori. Su tale concetto non c’è spazio alla discrezionalità. La tecnologia quindi in questo caso ci può aiutare.” Discrezionalità che invece è richiesta in altre regole, come ha ricordato Felicani: “Il fuori gioco ad esempio è una delle regole più difficili, fatta non solo di geometria ma anche di interpretazione della reale volontà di partecipazione all’azione. In questo caso gli assistenti hanno un compito ben difficile: devono vedere, valutare e decidere”. Con queste parole è stato quindi fornito l’incipit al secondo relatore della serata, l’assistente Massimiliano Grilli: “In campo ogni domenica ci sono tre squadre – ha esordito – una è quella formata dalla terna arbitrale”. E come ogni squadra vincente, ci deve essere il giusto affiatamento: “ Dovete sapere con precisione quale sarà il vostro ruolo sul terreno di gioco. Nel briefing pre-gara dovete porre le basi per la collaborazione che sarà necessaria in campo. La giusta intesa permette alle diverse personalità di ritrovarsi a dirigere insieme uniformemente. Arrivati al campo con il giusto anticipo, potrete intrattenervi in un briefing chiaro, preciso e coinvolgente, che vi aiuterà anche a trovare la giusta concentrazione.” Grilli ha quindi voluto soffermarsi su alcuni aspetti comportamentali: “Dovete porvi con il giusto distacco verso le altre componenti del gioco. Niente atteggiamenti amichevoli o pacche sulle spalle. Le squadre sono in campo con un solo obiettivo: vincere la gara. Voi dovete porvi con la signorilità che contraddistingue la figura imparziale dell’arbitro. A questo dovete unire preparazione atletica e conoscenza delle tecniche di gioco.” A tal proposito l’assistente internazionale ha raccontato alcuni episodi occorsi durante la propria carriera, oltre ad alcuni recentissimi accaduti proprio durante la gara di Serie A Sampdoria-Juventus del giorno precedente, episodi con cui ha potuto ulteriormente dimostrare l’importanza del concetto di squadra e di affiatamento della terna nella risoluzione di difficili situazioni di gioco: “Gli assistenti devono aiutare gli arbitri nella individuazione dei falli in quelle che sono zone buie per gli arbitri, nell’indicare se un fallo è avvenuto dentro o fuori l’area di rigore, nelle situazioni di mischia. Gli arbitri devono aiutare gli assistenti per quegli episodi che accadono alla sinistra degli assistenti e per chiarire situazioni in cui un retropassaggio può invece essere interpretato come una situazione di possibile fuorigioco.” A conclusione, Massimiliano Grilli ha voluto incoraggiare tutti i presenti: “Siate sempre pronti a decidere nei momenti cruciali della gara, trovate la giusta uniformità nelle vostre decisioni e ponetevi degli obiettivi di carriera. Il vincente trova sempre la sua strada, il perdente trova sempre una scusa. Cerchiamo tutti quindi la strada giusta!”.


Comitato Regionale Arbitri Lombardia - Associazione Italiana Arbitri - Via R. Pitteri 95/2, 20134 Milano (MI) - P.I. 01357871001
Tel. 02.21722409 - Fax: 02.21722415 - E-mail: lombardia@aia-figc.it
Web Designer: A.E. Stefano Perticone - A.I.A. - F.I.G.C. 09/10 - www.aialombardia.com - webmaster@aialombardia.com - Tutti i diritti riservati