Anni ?
29.
Cosa fai nella vita ?
Ingegnere edile.
Famiglia ?
Mamma, papà e mio fratello. Fra poco ne formerò una mia.
Qual è il tuo motto ?
Meglio un rosso oggi che un giallo domani.
Come ti ha cambiato l'A.I.A. ? L'arbitraggio ti ha aiutato a crescere anche nella vita ?
Sono entrato a far parte della nostra Associazione a 17 anni, un momento della vita importante dove si inizia a decidere che Uomo diventare. Crescere arbitrando mi ha decisamente formato come persona, migliorando lo spirito di sacrificio e i principi di lealtà e correttezza.
Frequenti la Sezione ?
Assolutamente sì, sono webmaster e grande frequentatore del polo di allenamento sezionale. Partecipo alle Riunioni Tecniche e ritengo la Sezione di Seregno un ambiente sano e pulito dove ritrovarsi con gli amici.
La tua arma vincente in campo ?
La mia bandierina.
Il tuo tallone d'Achille ?
La mia bandierina.
Secondo te cosa ha colpito gli altri... tanto da farti arrivare nelle categorie Nazionali ?
La passione e la dedizione, oltre ovviamente una grande professionalità e serietà che stanno alla base dell’arbitraggio.
Come riesci a conciliare attività arbitrale, Sezione e affetti ?
Devo ringraziare Valentina e la mia famiglia che mi appoggiano costantemente. Con una buona organizzazione e tanta volontà si riescono a conciliare gli impegni.
Come ti concentri per arrivare al meglio alla gara ?
Vivo l’attesa della gara con grande serenità e tranquillità.
Come affronti la gara ?
Con semplicità e spontaneità, credo siano le armi migliori.
Che rapporto hai con gli osservatori ?
Direi buono, ascolto sempre i consigli che mi vengono dati, poi con un riesame personale della gara concentro l’attenzione sugli aspetti più importanti.
Il momento più brutto della tua carriera ?
La dismissione dal ruolo di arbitro di Eccellenza, anche se poi si è aperto un mondo tutto nuovo.
La soddisfazione più grande ?
La finale di Coppa Italia di Eccellenza 2007/08.
Come vedi il tuo futuro nell'A.I.A. ?
Non ci ho ancora pensato; adesso vivo il presente sul terreno di giuoco, poi vedremo.
Ci sono state persone che ti hanno realmente dato una mano in momenti "no" ?
Credo fortunatamente di non aver mai vissuto un momento “no”. Ci sono sicuramente “alti” e “bassi”, ma questo fa parte del gioco e bisogna essere in grado di mantenere l’equilibrio in entrambi i casi.
A chi doneresti il guadagno della tua prossima gara ?
A chiunque ne abbia realmente bisogno.
La domanda spesso più utilizzata è perché hai deciso di diventare arbitro...noi vogliamo sapere cosa ti spinge a continuare visti gli impegni sempre più frequenti ?
La passione, il gruppo di amici, lo stile di vita che caratterizzano un Uomo Arbitro.
Messaggio per i giovani colleghi ?
Mettetevi in gioco impegnandovi al massimo e non avrete rimpianti. Grandi soddisfazioni ci attendono. |