Raccontaci brevemente la tua vita nell’A.I.A.
Arbitro dal 1982 (a 21 anni) ho raggiunto le categorie regionali, da assistente successivamente permango 5 anni in CAND e dal 1999 da osservatore prima al CRA, poi alla CAI e quindi alla CAND. All’interno della Sezione ho ricoperto il ruolo di Presidente del Collegio del Revisori.
Da quanti anni fai l’osservatore ?
Sono già 10 anni, passa in fretta il tempo.
Frequenti la Sezione ?
Sino a qualche anno fa spesso, ora solo alle lezione tecniche obbligatorie.
E’ difficile lasciare il campo per sedersi in tribuna ?
Beh sicuramente il primo impatto non è facile, fortunatamente ho impiegato poco tempo ad inserirmi nel nuovo ruolo e quindi ora va decisamente meglio.
Come ti prepari per la visionatura ?
Non c’è una preparazione particolare perché ogni visionatura è una storia a sé. Devo dire che rivedo prima di ogni gara mentalmente tutti i concetti che l’O.T. ha espresso nell’indicare il modus operandi di essere osservatore; in definitiva scorro la relazione dell’osservatore ponendo quindi attenzione ai quattro aspetti: applicazione delle regole del gioco, prevenzione e disciplina, preparazione atletica e posizione sul terreno di gioco, collaborazione con gli AA, valutazione comportamentale.
La prima cosa che noti nella terna ?
Da come si pone già sul terreno di gioco al primo sopralluogo e da come fanno allenamento insieme posso già notare quale possa essere il livello di “affiatamento” che potranno avere durante la gara.
Cosa devono avere l’arbitro e gli assistenti per colpirti ?
Fondamentalmente devono essere semplicemente “squadra”; ma devono essere loro stessi, non devono assolutamente emulare qualcuno o qualcosa.
Studi come porti con la terna ? Come affronti il colloquio di fine gara ?
Beh è una delle parti più importanti del nostro compito: durante il tempo che trascorre tra il primo approccio nello spogliatoio al termine della gara al colloquio vero e proprio scorro gli aspetti presenti nella relazione e simulo mentalmente il colloquio rispetto a quanto vorrò andare a comunicare loro. Durante il colloquio voglio essere il più chiaro possibile, cerco di attirare l’attenzione della terna affinché i concetti espressi possano essere da impulso per le gare successive.
La soddisfazione più grande da quando hai deciso di indossare l’abito dell’osservatore ?
Beh devo dire che la promozione alla CAI prima ed alla CAND poi come unico osservatore lombardo sono state belle soddisfazioni. Ma la soddisfazione più grande (e non è retorica) è quella che affronto tutte le domeniche quando il mio unico obbiettivo e poter contribuire al miglioramento delle prestazioni della terna. Se riesco a raggiungere lo scopo, sono molto contento.
Cosa ti spinge a continuare ?
Per non ripetermi, la voglia continua di essere parte attiva della crescita dei colleghi che visiono.
Il tuo obiettivo ?
Migliorare sempre il livello di comunicazione con la terna, continuare a scorgere all’interno delle loro prestazioni, anche le piccole cose necessarie affinché i colleghi possano crescere come uomini e come arbitri; se poi oltre a questo arriveranno per loro ed anche per me anche altre promozioni, allora tanto meglio.
L’impressione che hai sempre avuto dalla tribuna poi durante il colloquio si è sempre rivelata tale ?
Mi capita spesso che dopo un quarto d’ora già mi faccia un’idea dell’arbitro e degli assistenti. Alcuni episodi visti dalla tribuna devono necessariamente essere chiariti nel colloquio, ma nella maggior parte dei casi l’impressione non cambia.
Quando vai a visionare la terna cosa provi entrando nell’impianto ?
Beh nulla di particolare, se non cercare la posizione in tribuna più idonea per poter guardare meglio la prestazione della terna. Gli obbiettivi detti precedentemente comunque continuano a picchiare in testa.
Ci sono delle persone che pensi di dover ringraziare per l’aiuto dato in momenti "no" ?
Devo ringraziare innanzitutto la mia famiglia: condividere così tanti anni di passione a volte non è stato facile. Mi fermo qui perché rischierei di dimenticare qualcuno.
La terna ti "lascia" qualcosa a fine gara ? Ci vuoi raccontare un colloquio che conservi nei ricordi ?
Se sono riuscito a lasciare a loro qualcosa, esco dallo spogliatoio con enorme soddisfazione. Non abbiamo molte possibilità di confronto: mi è capitato alla CAI di visionare due assistenti della mia sezione. Il venerdì dopo la visionatura in sezione gli stessi assistenti mi hanno comunicato che la terna era rimasta molto soddisfatta del colloquio avuto con il sottoscritto.
C’è qualcosa che vorresti dire a tutti gli Arbitri ?
Certamente: l’importante nella vita arbitrale è non mollare mai, andare sempre molto concentrati e non tralasciare nulla al caso. Ogni aspetto, ogni particolare va curato nei minimi dettagli per il rispetto nei confronti di sé stesso e dei giocatori. Fare l’arbitro è sì un divertimento (guai se non lo fosse) ma è una cosa molto seria. Se si riesce ad unire le due cose, allora la nostra partita è vinta in partenza. |