Pinacoteca
"GALLERIA DI RITRATTI DI ARBITRI, ASSISTENTI ED OSSERVATORI LOMBARDI ALLA RIBALTA NAZIONALE"
A CURA DI: Anna DI NARDO e Paolo CAZZANIGA.

 
COPELLI Cristiano – Sezione di Mantova – Assistente Arbitrale C.A.N. A-B

Accidenti, come passano gli anni!! Scherzi a parte vedo lo stesso ragazzo di tanti anni fa con la stessa energia e la stessa voglia di stare su un campo di calcio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anni ?
Ho 42 anni, sono nato il 14 giugno 1967.

Cosa fai nella vita ?
Ho una mia società di analisi e consulenze assicurative.

Famiglia ?
Sono separato ma per fortuna vivo appieno i miei figli e non solo! La famiglia, infatti, si è allargata e così oggi con la mia compagna e il suo bambino siamo una meravigliosa realtà, una sorta di famiglia Bredford o Cesaroni se la preferisci Italiana. Scherzi a parte, oggi la famiglia, rappresenta la mia autentica forza.

Qual è il tuo motto ?
Non ho un motto in particolare ma se dovessi pensare a qualcosa valido sia per la mia vita sportiva che privata direi: tutti per uno, uno per tutti! Magari citerei una frase di Hemingway "Per poter scrivere della vita, prima devi viverla!"

Come ti ha cambiato l'A.I.A. ? L'arbitraggio ti ha aiutato a crescere anche nella vita ?
Certamente l’esperienza acquisita all’interno della nostra associazione mi ha donato tantissimo. E’ stata una palestra fondamentale per la mia crescita non solo di arbitro ma anche e soprattutto di uomo. Sicuramente mi piacerebbe che i miei figli potessero anche loro godere di questa incredibile opportunità, fatta d’impegno, sacrificio, sconfitte e gratificazioni. A mio personalissimo parere poche realtà offrono tutte queste opportunità insieme. Per concludere quindi non so come mi ha cambiato, ma sono estremamente contento di aver potuto vivere questa esperienza, anche quando ho dovuto affrontare momenti negativi. Comunque ero un ragazzino timido, introverso. L’arbitraggio mi ha aiutato ad affrontare le situazioni in modo diretto con la necessità di dare risposte immediate. Questo aiuta senz’altro nella vita, e in qualche modo ti aiuta a guardare le situazioni da diversi punti di vista.

Frequenti la Sezione ?
Assolutamente si, e mi piacerebbe anche arbitrare le partite dell’OTP se fosse possibile. Si è arbitro al di là delle categorie e delle vittorie sportive personali che, a mio giudizio, se non le puoi condividere all’interno dell’associazione, sono vuote.

La tua arma vincente in campo ?
La serenità.

Il tuo tallone d'Achille ?
Probabilmente la mia riservatezza, purtroppo spesso scambiata per supponenza.

Secondo te cosa ha colpito gli altri... tanto da farti arrivare nelle categorie Nazionali ?
Credo la mia semplicità, la passione, la competenza, l’impegno profuso... Comunque non basta. Tanti miei colleghi hanno uguali caratteristiche, ma come per altre cose della vita credo sia fondamentale anche tanta fortuna.

Come riesci a conciliare attività arbitrale, Sezione e affetti ?
Purtroppo non esiste una formula magica. Forse una chiave di volta è rappresentata dal sentimento e dalla condivisione di un impegno così importante con i propri cari. Se si riesce in questo si gettano le basi per trovare il giusto equilibrio e riuscire ad essere supportati nell’impegno e non sopportati!

Come ti concentri per arrivare al meglio alla gara ?
Penso a chi amo, ascolto musica, leggo. So di essermi preparato per fare bene.

Come affronti la gara ?
Oggi con grande serenità e concentrazione. L’esperienza in tal senso gioca un ruolo fondamentale. Prima, qualche emozione in più probabilmente affiorava.

Che rapporto hai con gli osservatori ?
Sono dei colleghi con cui condividere una passione. L’incontro, lo scambio, rappresenta per tutti una grande opportunità di crescita. Non si finisce mai di imparare.

Il momento più brutto della tua carriera ?
Nel 2006, dopo esser rientrato dal Mondiale di Germania. La follia di qualche collega dell’associazione che a voluto accostarmi allo scandalo di calciopoli. Sono stato malissimo.

La soddisfazione più grande ?
E’ la voglia di esserci.

Come vedi il tuo futuro nell'A.I.A. ?
Ho dedicato all’A.I.A. una fetta importante della mia vita. Il senso di appartenenza è molto forte e così se un domani l’associazione avrà bisogno di un mio supporto ne sarò lusingato. Diversamente un semplice associato della mia sezione.

Ci sono state persone che ti hanno realmente dato una mano in momenti "no" ?
Assolutamente si; pochi, ma comunque buoni, nella nostra associazione.

A chi doneresti il guadagno della tua prossima gara ?
Al parroco del mio paese, lo stimo tantissimo e lo ritengo una persona di valore.

La domanda spesso più utilizzata è perché hai deciso di diventare arbitro...noi vogliamo sapere cosa ti spinge a continuare visti gli impegni sempre più frequenti ?
Le passioni danno un’energia speciale. Donano risorse che non pensavamo di possedere. E poi desidero un giorno tornare ad arbitrare, nella nebbia della mia regione, la domenica mattina per i bambini.

Messaggio per i giovani colleghi ?
Semplicità e rispetto delle regole, sarà più facile essere rispettati.


Comitato Regionale Arbitri Lombardia - Associazione Italiana Arbitri - Via R. Pitteri 95/2, 20134 Milano (MI) - P.I. 01357871001
Tel. 02.21722409 - Fax: 02.21722415 - E-mail: lombardia@aia-figc.it
Web Designer: A.E. Stefano Perticone - A.I.A. - F.I.G.C. 09/10 - www.aialombardia.com - webmaster@aialombardia.com - Tutti i diritti riservati