Anni ?
25 nato il 28-02-1984 a Lovere.
Cosa fai nella vita ?
Studente universitario in Ingegneria Meccanica.
Famiglia ?
Credo molto nella famiglia, vivo con papà e mamma ma in un futuro prossimo ne voglio una tutta mia.
Qual è il tuo motto ?
Vivere ogni attimo come se fosse l’ultimo.
Come ti ha cambiato l'A.I.A. ? L'arbitraggio ti ha aiutato a crescere anche nella vita ?
In maniera positiva direi. Mi ha cambiato il carattere. Mi ha fatto crescere come uomo prima e come arbitro poi, insegnandomi tanti valori indispensabili per la vita di ogni giorno.
Frequenti la Sezione ?
Certamente, è un motivo di crescita e formazione, con gli amici “colleghi” mi confronto spesso e nascono interessanti conversazioni. Ricopro il ruolo di cassiere sezionale e partecipo attivamente al consiglio direttivo.
La tua arma vincente in campo ?
La capacità di sapermi approcciare con tutte le componenti, in maniera garbata con il rispetto dei ruoli. La determinazione e lo spirito di umiltà.
Il tuo tallone d'Achille ?
Chiedete agli osservatori…
Secondo te cosa ha colpito gli altri... tanto da farti arrivare nelle categorie Nazionali ?
La mia personalità, il mio modo di essere preciso e garbato. Oggi si vuole un arbitro molto più psicologo che sappia leggere la gara in maniera intelligente con un comportamento impeccabile.
Come riesci a conciliare attività arbitrale, Sezione e affetti ?
Non è facile, ma riesco a conciliare tutto quanto, credo che l’equilibrio in queste circostanze sia fondamentale.
Come ti concentri per arrivare al meglio alla gara ?
Ognuno la vive in maniera diversa, mi preparo molto bene durante la settimana sia fisicamente che mentalmente. Il giorno della gara è il traguardo dell’intera settimana.
Come affronti la gara ?
Con la giusta mentalità e serenità ma con la consapevolezza che è una gara di pallone.
Che rapporto hai con gli osservatori ?
Un buon rapporto socievole ed amichevole. Il colloquio di fine gara è un momento fondamentale per la crescita di ogni arbitro. Il saper ascoltare ed apprendere è determinante.
Il momento più brutto della tua carriera ?
Momenti brutti non direi, situazioni difficili da saper gestire. Quando ci si trova davanti ad un bivio non è facile decidere è meglio parlarne con persone molto vicine.
La soddisfazione più grande ?
Poter rappresentare la mia Sezione di Lovere e l’intera Regione Lombardia sul territorio italiano.
Come vedi il tuo futuro nell'A.I.A. ?
Il futuro è nelle mani di ognuno di noi, ciascuno è padrone del proprio destino. Io ci credo fino in fondo, impegnandomi sempre e dando il massimo…poi si vedrà.
Ci sono state persone che ti hanno realmente dato una mano in momenti "no" ?
Ci sono molte persone che mi hanno fatto crescere come Uomo e dopo come Arbitro, elencarle non mi pare giusto. Quelle persone sanno quanto sono importanti.
A chi doneresti il guadagno della tua prossima gara ?
Potrei donarlo per una causa giusta, magari alla realizzazione di un progetto particolare.
La domanda spesso più utilizzata è perché hai deciso di diventare arbitro...noi vogliamo sapere cosa ti spinge a continuare visti gli impegni sempre più frequenti ?
La voglia di arbitrare in qualsiasi terreno di gioco, il piacere di ricevere una designazione al lunedì o magari una telefonata al giovedì dicendoti che la domenica avresti fatto l’esordio in Serie D a Novi Ligure. Il saper raccogliere informazioni sulla gara, le classifiche… Il sogno di poter arbitrare un giorno in uno stadio di Serie A. Dicono che i sogni sono belli perché sono solo dei sogni, sognare non costa nulla. Pensa se non ci avessi provato!!!
Messaggio per i giovani colleghi ?
Credere nei veri valori che la “vita arbitrale” può insegnare. In un mondo difficile come quello d’oggi non è facile iscriversi ad un corso arbitro. Io ho iniziato per caso, calciatore scarso, ma devo solo ringraziare l’A.I.A. per quello che mi sta dando. |