Anni ?
26 reali, 27 per l’A.I.A.
Cosa fai nella vita ?
Lavoro e studio.
Famiglia ?
Vivo a casa con i miei genitori e mio fratello.
Qual è il tuo motto ?
Non ho un motto, qualcuno però mi spiega perché si dice “l’unione fa la forza” ma anche “chi fa da sé fa per tre”?
Come ti ha cambiato l'A.I.A. ? L'arbitraggio ti ha aiutato a crescere anche nella vita ?
Non saprei dirlo, ho cominciato così giovane che probabilmente adesso sono così grazie all’AIA. Sicuramente da quando ho iniziato ho cominciato a capire cosa voglia dire avere delle responsabilità. Da ragazzino sono sempre stato molto “agitato” e impulsivo. Adesso sono l’opposto, sempre molto calmo sia nella vita che in campo.
Frequenti la Sezione ?
Ultimamente, a causa degli impegni e della distanza per raggiungerla devo ammettere di non averla frequentata come avrei dovuto. Per quest’anno mi sono ripromesso di essere molto più presente e partecipe.
La tua arma vincente in campo ?
Come dicevo prima, sono sempre molto calmo e tranquillo. Sono aspetti che vengono recepiti dai calciatori.
Il tuo tallone d'Achille ?
I fuorigioco di rientro... Sono migliorato ma com’è difficile vedere gli assistenti in quella situazione...
Secondo te cosa ha colpito gli altri... tanto da farti arrivare nelle categorie Nazionali ?
Non saprei, io ho sempre dato il massimo cercando di ascoltare i consigli di chi ha calcato i campi prima di me (osservatori, presidente di sezione, organi tecnici e altri colleghi arbitri). Forse il fatto di essere riuscito a metterne in pratica una piccola parte.
Come riesci a conciliare attività arbitrale, Sezione e affetti ?
Bella domanda, non lo so nemmeno io. Considerando che ogni week end arbitro, gli affetti devo ammettere di trascurarli un po’. Comunque le persone che mi vogliono bene capiscono che lo faccio per una passione a cui non potrei rinunciare.
Come ti concentri per arrivare al meglio alla gara ?
Durante la settimana penso alle cose che vorrei migliorare la domenica. Il giorno della partita invece, pur non essendo scaramantico ho la fissazione per i particolari, divento molto metodico, devo sempre sistemare le mie cose allo stesso modo. Sono piccoli gesti che mi aiutano a concentrarmi. E se dimentico il polsino...
Come affronti la gara ?
Con la massima serenità, so che sto facendo del mio meglio. Il giorno che sarò nervoso vorrà dire che dubito di me...
Che rapporto hai con gli osservatori ?
Ho un grandissimo rispetto per la loro figura, sono persone esperte che hanno visto la partita da un'altra angolazione. Accetto sempre ciò che mi dicono anche quando non concordo completamente.
Il momento più brutto della tua carriera ?
Il primo anno di Scambi, ho avuto qualche difficoltà ad adattarmi.
La soddisfazione più grande ?
Spero sia quella che deve ancora venire. Per il momento credo la partita Siracusa-Hinterreggio in uno stadio bellissimo con qualche migliaio di spettatori.
Come vedi il tuo futuro nell'A.I.A. ?
Onestamente non penso molto al futuro, vado avanti giorno per giorno cercando di dare il massimo.
Ci sono state persone che ti hanno realmente dato una mano in momenti "no" ?
Certo, mi considero fortunato da questo punto di vista, dalla famiglia alla sezione ho sempre trovato persone in grado di spronarmi a fare meglio anche quando le cose non andavano come volevo.
A chi doneresti il guadagno della tua prossima gara ?
Non arbitro certo per il guadagno. Diciamo che donerei più di quanto ricevo per una gara.
La domanda spesso più utilizzata è perché hai deciso di diventare arbitro...noi vogliamo sapere cosa ti spinge a continuare visti gli impegni sempre più frequenti ?
Tanta passione basta come risposta ?
Messaggio per i giovani colleghi ?
Mai mollare, le difficoltà come ci sono nella vita ci sono nell’arbitraggio. Non esistono traguardi irraggiungibili, basta crederci. |