Gli occhi di un ragazzo che ha coronato un sogno !
Anni ?
Trentaquattro.
Cosa fai nella vita ?
Libero professionista.
Famiglia ?
Single.
Qual è il tuo motto ?
Ad ogni problema c'è una soluzione.
Come ti ha cambiato l'A.I.A. ? L'arbitraggio ti ha aiutato a crescere anche nella vita ?
Cambiato no... E' un ottima palestra di vita... Mi ha aiutato a vincere le normali insicurezze di un adolescente. Mi ha insegnato a non aver paura delle proprie decisioni, anche le più difficili.
Frequenti la Sezione ?
Certo. Raduno estivo, riunioni tecniche e visionature dei ragazzi più giovani. Fondamentale per ricordarsi da dove si viene e per la crescita della sezione.
La tua arma vincente in campo ?
La certezza di aver preparato al meglio la gara durante la settimana.
Il tuo tallone d'Achille ?
A volte sono troppo puntiglioso.
Secondo te cosa ha colpito gli altri... tanto da farti arrivare nelle categorie Nazionali ?
Spero la naturalezza. Essere se stessi in campo premia sempre.
Come riesci a conciliare attività arbitrale, Sezione e affetti ?
Qual cosina devi sacrificare... In questo momento sono gli affetti...
Come ti concentri per arrivare al meglio alla gara ?
Dal momento in cui arrivo allo stadio cerco di fare sempre le stesse cose... L'abitudine agli stessi gesti mi dona tranquillità ed aiuta la concertazione.
Come affronti la gara ?
Riassumendo quanto detto prima. Concentrato, sereno, naturale.
Che rapporto hai con gli osservatori ?
Ho sempre cercato di ascoltare i consigli di ogni osservatore. In diciotto anni di carriera non ho mai avuto nessun tipo di problema con gli osservatori. Cerco di essere rispettoso di un collega che dedica una giornata intera del suo tempo per visionarmi.
Il momento più brutto della tua carriera ?
Arbitralmente parlando l'anno di militare. Un anno senza arbitrare è stato lunghissimo.
La soddisfazione più grande ?
La promozione alla C.A.N. A-B.
Come vedi il tuo futuro nell'A.I.A. ?
Farei la firma se rimanesse per un bel pezzo come il presente !
Ci sono state persone che ti hanno realmente dato una mano in momenti "no" ?
Certo. I veri amici li vedi nei momenti difficili. Quando le cose vanno bene fare l'amico è facile...
A chi doneresti il guadagno della tua prossima gara ?
Ogni anno gli arbitri dell C.A.N. organizzano due/tre momenti di beneficenza per persone meno fortunate di noi. Valutiamo di volta in volta a chi devolvere la beneficenza raccolta.
La domanda spesso più utilizzata è perché hai deciso di diventare arbitro...noi vogliamo sapere cosa ti spinge a continuare visti gli impegni sempre più frequenti ?
La risposta è facile, la passione.
Messaggio per i giovani colleghi ?
Non mollate mai. Dietro l'arbitro c'è sempre la persona. I migliori sono quelli che davanti alle negatività reagiscono e non si abbattono. |