20/04/2008: Colognese - Turate di Serie D.
Anni ?
32 all'anagrafe, molti di meno per la vitalità che sento.
Cosa fai nella vita ?
Mi occupo di reti di trasmissioni dati, insomma una cosa un po' complessa e molto semplice allo stesso tempo.
Famiglia ?
La mia famiglia è composta da 5 persone, mamma Ilde, papà Giuseppe, mio fratello Emanuele e mia sorella Ilaria.
Qual è il tuo motto ?
Chi si fa gli affari propri, campa cent'anni.
Come ti ha cambiato l'A.I.A. ? L'arbitraggio ti ha aiutato a crescere anche nella vita ?
Sicuramente mi ha aiutato a rendermi conto che in gruppo si sta' meglio. E lavorare per il gruppo comporta sacrificio, scelte e sudore. Mi ha sempre ripagato in tutto, nella soddisfazione personale e nel numero di persone che mi circondano. L'arbitraggio matura, indipendentemente dall'età in cui inizi. TI fa capire ed imparare come rapportarti con gli altri, il rispetto, la considerazione e l'autostima.
Frequenti la Sezione ?
Ora molto di piu di prima, ma sempre un po' meno di quando ero attivamente in prima linea nel consiglio. Penso ora di aver trovato un giusto equilibrio, necessario quando l'arbitraggio non è l'unica valvola di sfogo che hai.
La tua arma vincente in campo ?
Penso la concentrazione.
Il tuo tallone d'Achille ?
L'istintività... che sto cercando di tenere a bada.
Secondo te cosa ha colpito gli altri... tanto da farti arrivare nelle categorie Nazionali ?
La costanza, il sacrificio, la voglia, e la disponibilità che ho sempre dato per quest'Associazione.
Come riesci a conciliare attività arbitrale, Sezione e affetti ?
Faccio un po' i salti mortali visto il lavoro che mi porta in tutta Italia, ma credo che ne valga la pena.
Come ti concentri per arrivare al meglio alla gara ?
Una volta studiavo classifiche e mi autocaricavo a seconda dell'importanza che sulla carta la gara trasmetteva. Ora con la tecnologia, mi preparo anche guardando dall'alto il terreno di gioco, sapendo già se dovrò avere a che fare con tifosi scatenati dietro di me, oppure se ho respiro, studio i siti delle società, guardo cosa pensano i tifosi, che reputazione hanno avuto i colleghi che son passati prima di me... ogni cosa è un mattoncino che ti deve far preparare all'impatto che troverai al campo di gioco. Mi preparo atleticamente per essere pronto e non appesantito il giorno della gara. Per questo Arbitrello (polo di allenamento Sez. Lodi) è il luogo migliore.
Come affronti la gara ?
Mi concentro e do il massimo (a volte anche più del massimo) che posso dare. Solitamente dopo la gara sono sempre esausto.
Che rapporto hai con gli osservatori ?
Ottimo, ho sempre accettato i consigli che mi sono stati rivolti, anche se talvolta mi hanno scoraggiato. Ho sempre cercato di trarre il massimo da quanto gli OA mi han detto, e penso che il loro compito sia affascinante e allo stesso tempo difficilissimo. Se dovessi smettere quest'anno, vorrò subito buttarmi su questa nuova sfida. Fare l'OA.
Il momento più brutto della tua carriera ?
Quando 2 infortuni mi stroncarono la possibilità di giocarmi le mie carte al mio secondo anno di Eccellenza, come arbitro.
La soddisfazione più grande ?
Sul campo molte, in assoluto la finale di Coppa Italia di Eccellenza del 2006 da assistente. Dal punto di vista dell'associazione, l'aver contribuito a dare una mano alla Sezione ed al CRA, quando sono stato chiamato a dare il mio contributo.
Come vedi il tuo futuro nell'A.I.A. ?
Il mio sogno sarebbe dopo aver terminato la mia carriera tecnica sul campo, di iniziare quella del formatore, dell'osservatore , e sprero in un domani di far parte di qualche commissione e seguire e far crescere gli arbitri del futuro.
Ci sono state persone che ti hanno realmente dato una mano in momenti "no" ?
Caratterialmente non sono molto loquace quando si tratta di parlare dei momenti "no", ma la gente capisce da uno sguardo che qualcosa non va e già solo il fatto che lo intuisca mi fa stare meglio. Devo ringraziare molte persone anche per una sola pacca sulle spalle.
A chi doneresti il guadagno della tua prossima gara ?
Non possiamo parlare di guadagno, l'AIA non ci permette questo. Ma sicuramente a qualcuno che ne ha veramente bisogno.
La domanda spesso più utilizzata è perché hai deciso di diventare arbitro...noi vogliamo sapere cosa ti spinge a continuare visti gli impegni sempre più frequenti ?
Sarà banale e inflazionata: la passione per questo sport.
Messaggio per i giovani colleghi ?
Testa e orecchie basse, lavorate sudate e non mollate mai. |