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LEALI Marco - Sezione di Brescia - Assistente Arbitrale C.A.N. D
 
 
Vedo la determinazione di fare una grande annata. Vedo un uomo che vuol fare l'arbitro.
 

Anni ?
32 primavere, portate bene.

Cosa fai nella vita ?
Nella vita professionale sono un ricercatore di Fisica Nucleare, ovvero sono uno di quegli omini che ogni giorno tentano di creare un buco nero che inghiotta la Terra.

Famiglia ?
Work in progress... Per ora ho solo la ragazza.

Qual è il tuo motto ?
Se non credi in te stesso nessun altro lo farà.

Come ti ha cambiato l'A.I.A. ? L'arbitraggio ti ha aiutato a crescere anche nella vita ?
Beh, adesso ci sono molte più persone che mi insultano la domenica ! Arbitrare mi ha consentito di lasciare nel passato il ragazzino immaturo ed indeciso che ero. Mi ha posto di fronte ad un bivio, crescere o tornare a casa nelle coccole materne. Già perchè sul campo devi assumerti la responsabilità delle tue decisioni, il che vuol dire che arbitrando impari ad accettare i tuoi errori. Eh sì, l'arbitro non è infallibile: provate voi a giudicare un evento che dura pochi secondi, prendendo una decisione in qualche centinaio di microsecondi, mentre state correndo e tutt'intorno ci sono le emozioni, le passioni e le frustrazioni di un intero stadio che vi avvolgono, vi turbano ed al contempo vi inebriano... Arbitrare ti mette di fronte ad uno specchio e ti spinge tutti i giorni a giudicarti, affrontare i tuoi sbagli e la tua coscienza. Ti fa crescere. E' per questo che dico che l'AIA forma uomini. Può un hobby avere questo valore socioeducativo? L'arbitraggio sicuramente sì.

Frequenti la Sezione ?
Certo! Sono qui grazie alla Sezione ed è parte essenziale della mia vita arbitrale. E' ambiente di confronto ed a volte anche di scontro, ma sempre dà sempre opportunità di crescità e per migliorarsi.

La tua arma vincente in campo ?
Il rispetto per gli altri e la professionalità in quello che faccio.

Il tuo tallone d'Achille ?
Lavoro per non averne, e se ne avessi uno non ve lo direi. Qui si lavora per la perfezione.

Secondo te cosa ha colpito gli altri... tanto da farti arrivare nelle categorie Nazionali ?
La mia competenza e rapididità nel prendere repentinamente decisioni ortodosse. Oltre ovviamente il mio faigerato charme.

Come riesci a conciliare attività arbitrale, Sezione e affetti ?
Diciamo la verità, non si concilia, ci si adegua e si sceglie una compagna paziente! Se la passione per l'arbitraggio è grande, chi ti ama ti capisce e ti asseconda. Il resto è questione di sapersi organizzare.

Come ti concentri per arrivare al meglio alla gara ?
Semplicemente mi preparo al meglio prima, con allenamenti e ripassando il regolamento. Una volta che si è sicuri dei propri mezzi la cosa migliore è ricordarsi che bisogna divertirsi e quindi mi rilasso coi miei colleghi di terna: si instaura così un buon feeling ed una fiducia reciproca che aiuterà in campo.

Come affronti la gara ?
Con tranquillità e la giusta tensione: l'importante è non avere rimpianti alla fine.

Che rapporto hai con gli osservatori ?
In questo caso sono aiutato dal mio carattere estroverso, quindi l'approccio è sempre positivo. Se la visionatura va male, pazienza. Se ho fatto il mio massimo non ho alcunchè da rimproverarmi: vorrà dire che la prossima volta farò meglio, mettendo a frutto le critiche ricevute.

Il momento più brutto della tua carriera ?
Quando mi sono reso conto che se avessi iniziato prima avrei avuto maggiori chance di arbitrare. Questo comunque prima di scoprire quanto potesse essere intrigante fare l'assistente. Ora adoro entrambi i compiti.

La soddisfazione più grande ?
Per ora, salire in CAN D. Speriamo ce ne siano di maggiori!

Come vedi il tuo futuro nell'A.I.A. ?
Roseo. Tutti noi arbitri siamo, chi più chi meno, scaramantici. Quindi meglio io taccia. Ad ogni modo penso che prima o poi tornerò ad arbitrare nel settore giovanile, perchè è lì dove si può meglio coniugare l'attività arbitrale con quella educativa, che mi preme molto.

Ci sono state persone che ti hanno realmente dato una mano in momenti "no" ?
Prima di tutti mio padre, che mi ha portato ad amare l'arbitraggio e ne condivide con me le passioni.

A chi doneresti il guadagno della tua prossima gara ?
Alle famiglie dei militari morti a Kabul.

La domanda spesso più utilizzata è perché hai deciso di diventare arbitro...noi vogliamo sapere cosa ti spinge a continuare visti gli impegni sempre più frequenti ?
La determinazione in un impegno preso ed una promessa fatta a me stesso.

Messaggio per i giovani colleghi ?
Detto fra noi non mi sento certo vecchio o tanto saggio da tenere lezioni che non siano in fisica, comunque alle nuove leve dico solo di chiedersi fin dall'inizio cosa realmente vogliono, e poi di lanciare il cuore oltre l'ostacolo ed impegnarsi fino in fondo!

 
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