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LOMBARDO Fabrizio - Sezione di Sesto San Giovanni - Arbitro C.A.N. D
 
 

Anni ?
25 compiuti a Ottobre.

Cosa fai nella vita ?
Mi sono laureato in marketing e comunicazione ad aprile scorso, subito dopo ho iniziato a lavorare in un'azienda che si occupa di commercio al dettaglio di autoricambi gestita da amici di famiglia. Da circa due mesi ho iniziato uno stage nel marketing di uno studio di consulenza stilistica.

Famiglia ?
Io, mio fratello e i miei genitori.

Qual è il tuo motto ?
Cito una frase tratta dal film "L'attimo fuggente" : "cogli la rosa quando è il momento, che il tempo lo sai che vola e lo stesso fiore che oggi sboccia domani appassirà". In sostanza, carpe diem !

Come ti ha cambiato l'A.I.A. ? L'arbitraggio ti ha aiutato a crescere anche nella vita ?
Considerando che il prossimo febbraio saranno 10 anni di tessera è quasi scontato che l'A.I.A. abbia svolto e svolga tuttora un ruolo molto importante nella mia vita. Avevo solo 15 anni quando ho iniziato. Affrontare quindi determinate sfide e dovermi relazionare spesso con adulti, senza dimenticare il ruolo fondamentale che svolge il campo, è stato di sicuro un grandissimo fattore di crescita, a livello umano prima che sportivo.

Frequenti la Sezione ?
Ultimamente meno di quanto vorrei, ma nonostante questo alle lezioni tecniche non manco mai e ogni volta che entro in sezione percepisco subito l'importanza che un arbitro nazionale può avere in una sezione arbitrale.

La tua arma vincente in campo ?
Credo la gestione tecnico-tattica della gara.

Il tuo tallone d'Achille ?
Sono un buono di natura e il buonismo a volte può essere percepito come ingenuità, ma ci sto lavorando.

Secondo te cosa ha colpito gli altri... tanto da farti arrivare nelle categorie Nazionali ?
Bella domanda. Di certo mi sono reso conto che l'arbitro standard non esiste, dall'Eccellenza alla Can D dopo un solo anno di C.A.I. siamo passati in 10 e ognuno con caratteristiche diverse, forse quello che ha colpito gli OT è stata la costanza di rendimento in campo, l'affidabilità.

Come riesci a conciliare attività arbitrale, Sezione e affetti ?
Da quando ho iniziato a lavorare è veramente dura. Prima, da studente, avevo tempo per tutto e per tutti, adesso devo riuscire a incastrare tutti gli impegni, di sicuro il weekend per gli "affetti" non esisto.

Come ti concentri per arrivare al meglio alla gara ?
Diciamo che fino a un certo punto della mia carriera aspettavo la domenica solo per scendere in campo, senza preoccuparmi della "preparazione della gara". Ovviamente mi sono reso conto che più si sale più è necessario arrivare preparati, conoscere i giocatori, le classifiche, il clima nello stadio: solo questo ti permette di acquisire sicurezza ed evitare brutte sorprese.

Come affronti la gara ?
Con estrema serenità. E' difficile che viva con tensione un pre-gara, a prescindere dalla posta in palio.

Che rapporto hai con gli osservatori ?
Ottimo, da sempre, meritano grande rispetto per quello che fanno.

Il momento più brutto della tua carriera ?
Mi vergogno solo a pensarci, l'inizio di stagione in C.A.I., non ho passato i test atletici... Però la figuraccia mi ha dato l'energia necessaria che, mescolata con un incredibile voglia di rivalsa, mi ha permesso di passare in C.A.N. D subito, al primo anno.

La soddisfazione più grande ?
Direi proprio la promozione in C.A.N.D. dopo l'inizio disastroso in C.A.I., mi sono sentito orgoglioso anche perché erano quasi 10 anni che un arbitro di Sesto San Giovanni non raggiungeva questo traguardo.

Come vedi il tuo futuro nell'A.I.A. ?
Io sto pensando a domenica prossima, non ne ho la minima idea.

Ci sono state persone che ti hanno realmente dato una mano in momenti "no" ?
Certo, chiaro, da soli è difficile per chiunque.

A chi doneresti il guadagno della tua prossima gara ?
Medici senza frontiere.

La domanda spesso più utilizzata è perché hai deciso di diventare arbitro...noi vogliamo sapere cosa ti spinge a continuare visti gli impegni sempre più frequenti ?
La passione prima di tutto, altrimenti mi sarei già stancato, poi la curiosità di conoscere realtà diverse, calcistiche e non, infine l'ambizione di crescere ancora.

Messaggio per i giovani colleghi ?
Allenatevi e mettetecela tutta, non scoraggiatevi quando una partita va male e non esaltatevi quando va bene, il cammino nella nostra Associazione è davvero lunghissimo, ma se ci credete davvero e vi impegnate i risultati arriveranno, per forza.

 
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