Anni ?
27 (ma per l'AIA sono 28...)
Cosa fai nella vita ?
Faccio l'assistente di volo per la Easy Jet, da Malpensa.
Famiglia ?
Mamma Rita e papà Antonio, una sorella più grande, Annamaria, e mia nipote Giulia di 10 anni.
Come ti ha cambiato l'A.I.A. ? L'arbitraggio ti ha aiutato a crescere anche nella vita ?
Mi ha marchiato a fuoco. L'arbitraggio ha tirato fuori aspetti del mio carattere che neanche sospettavo. L'A.I.A. fa crescere alla svelta. Ho accresciuto la mia autostima, sono diventato più spontaneo ed estroverso. L'arbitraggio mi ha cresciuto anche nella vita in mille aspetti differenti. Ma i più importanti riguardano l'importanza dei comportamenti, l'etica e il rispetto delle regole nella società.
Frequenti la Sezione ?
Poco, perchè al momento vivo a Cardano al Campo (VA) e con gli orari che ho è difficile riuscire a frequentarla spesso.
La tua arma vincente in campo ?
Non mi impongo mai con autorità ai giocatori, ma riesco a farmi accettare con la determinazione, l'onestà e il dialogo. E a volte serve anche ammettere d'aver sbagliato.
Il tuo tallone d'Achille ?
Gli scatti... sono un po’ legnoso nello scatto breve!
Secondo te cosa ha colpito gli altri... tanto da farti arrivare nelle categorie Nazionali ?
Gli occhi chiari.. no, scherzo! Penso di aver dimostrato una volontà di sacrificio (anche professionale) e un attaccamento alla divisa non indifferente. Insomma, mi sono sbattuto parecchio!
Come riesci a conciliare attività arbitrale, Sezione e affetti ?
Ci metterei dentro anche il lavoro! In realtà, sulla carta è un gran caos, ma finora sono sempre riuscito ad organizzarmi molto bene. Mi piace davvero tanto riuscire a fare questi incastri spazio-temporali.
Come ti concentri per arrivare al meglio alla gara ?
Durante la settimana devo allenarmi bene per sentirmi fisicamente pronto e a posto con la coscienza. In viaggio la musica "giusta". Mentalmente ripasso delle situazioni di gioco particolari, e poi tanta caffeina! Presente quella bevanda in una lattina argento e blu?
Come affronti la gara ?
Serenità assoluta. E tantissima concentrazione.
Che rapporto hai con gli osservatori ?
Buono. Parto sempre dal presupposto che loro ne sanno più di me in fatto di arbitraggio e nel 95% dei casi è davvero così. E anche quando mi dicono cose che non condivido tendo ad accettarle, magari esprimendo il mio punto di vista ma senza arroganza, perchè peggiorerei solo le cose.
Il momento più brutto della tua carriera ?
20/04/2008, a Nemi, vicino Roma. Organo Tecnico in tribuna, un paio di episodi sfigati, la gara che si complica e addio Can D al primo colpo. Volevo mollare.
La soddisfazione più grande ?
Non esser stato considerato un "numero". E non essermi mai sentito tale.
Come vedi il tuo futuro nell'A.I.A. ?
Un anno di sicuro praticantato in Serie D, poi vedremo se valgo qualcosa di più.
Ci sono state persone che ti hanno realmente dato una mano in momenti "no" ?
Si, Davide Chiorrini e Corrado Ortu. Se arbitro ancora, dopo la mazzata di cui dicevo prima, è solo grazie a loro due.
A chi doneresti il guadagno della tua prossima gara ?
Beh, con 47 euro non è che si riesca a fare molto, ma comunque scelgo Unicef.
La domanda spesso più utilizzata è perché hai deciso di diventare arbitro...noi vogliamo sapere cosa ti spinge a continuare visti gli impegni sempre più frequenti ?
Come dicevo Martin Luther King, "I have a dream.." Passione, passione e passione.. di razionale non c'è più niente!
Messaggio per i giovani colleghi ?
Caspita, se ci sono arrivato io...!!! |