Anni ?
26.
Cosa fai nella vita ?
Mi diletto a disegnare.
Famiglia ?
Mamma Emilia, papà Attilio e mia sorella Teresa.
Qual è il tuo motto ?
VIVI e lascia vivere.
Come ti ha cambiato l'A.I.A. ? L'arbitraggio ti ha aiutato a crescere anche nella vita ?
Più in generale lo sport aiuta a crescere, basta praticarlo con tanta passione e gli insegnamenti arrivano da sé.
Frequenti la Sezione ?
Poco per via degli innumerevoli impegni quotidiani.
La tua arma vincente in campo ?
La BANDIERINA.
Il tuo tallone d'Achille ?
La pigrizia nell'allenamento, ma per questo ringrazio gli Amici monzesi che sanno darmi i giusti input per spingere al massimo e al non sottrarmi alla fatica del momento.
Il ruolo dell'assistente, oggi più che mai, è molto delicato e di grande responsabilità. Come si fa a trovare l'intesa con l'arbitro, considerando che per dirigere bene una gara occorre un gran lavoro di squadra ?
Semplicità ed unione sono gli ingredienti giusti per trovare il giusto equilibrio coi colleghi e portare a termine la gara.
Secondo te cosa ha colpito gli altri... Tanto da farti arrivare nelle categorie Nazionali ?
Sacrificio, umiltà e tanta fortuna.
Come riesci a conciliare attività arbitrale, Sezione e affetti ?
Difficile, si finisce sempre col trascurare le persone più care.
Come ti concentri per arrivare al meglio alla gara ?
Cerco di stare tranquillo e sereno.
Come affronti la gara ?
Con serietà, curando minuziosamente i dettagli e soprattutto divertendomi.
Che rapporto hai con gli osservatori ?
Rispettoso, il loro è un ruolo assai difficile perché hanno il compito di migliorarci sotto l'aspetto tecnico.
Il momento più brutto della tua carriera ?
Momenti negativi ci posso essere, ma dato che sono un ottimista convinto, arrivano sempre notizie in grado di cancellare ogni delusione.
La soddisfazione più grande ?
Il passaggio in ambito nazionale.
Come vedi il tuo futuro nell'A.I.A. ?
Non penso al futuro, voglio godermi ogni singola partita di domenica in domenica.
Ci sono state persone che ti hanno realmente dato una mano in momenti "no" ?
Certo, ringrazio il Capitano, Lorenzino, NumberOne, Generale, Ing, Dottore, Toscano, Mister6 e tutti gli altri amici anche se non citati. Ultimo grazie va alla mia famiglia, per la pazienza, al limite della sopportazione.
A chi doneresti il guadagno della tua prossima gara ?
Alla ricerca perché la vita è un bene prezioso e vale la pena di essere vissuta pienamente.
La domanda spesso più utilizzata è perché hai deciso di diventare arbitro...noi vogliamo sapere cosa ti spinge a continuare visti gli impegni sempre più frequenti ?
La passione.
Messaggio per i giovani colleghi ?
Crederci e avere sempre alta la stima e fiducia in loro stessi perché nessun traguardo è precluso in partenza. |