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MAZZOLENI Paolo Silvio - Sezione di Bergamo - Arbitro C.A.N. A-B
 
 
Il sottoscritto in serie A... Cose da pazzi ! Orgoglioso di essere arbitro, di essere rimasto quello che era, di non aver deluso le aspettative di chi a creduto in me ! Grazie di cuore per questa intervista... Ora allenamento ! La maglietta dev'essere sudata e il sogno deve continuare ! Ne vale la pena, ve lo assicuro !
 

Anni ?
35 anni, 12/06/1974.

Cosa fai nella vita ?
Vendo mobili antichi e mi occupo di antiquariato.

Famiglia ?
Sposato dal 2002 con Daiana e... Due splendidi cagnoni: un labrador e un bovaro del bernese.

Qual è il tuo motto ?
Anche dopo la notte più buia il sole tornerà sempre a risplendere! Insomma mai fermarsi di fronte a nessun ostacolo ma pensare a quelli che verranno.

Come ti ha cambiato l'A.I.A. ? L'arbitraggio ti ha aiutato a crescere anche nella vita ?
Mi ha aiutato tantissimo a maturare, a diventare un uomo, ad essere responsabile e coraggioso nel prendere decisioni, anche forti. Quel ragazzino è maturato tanto non dimenticando le proprie origini, la sua educazione, la sua storia. Il nostro ambiente è unico e a volte ti chiede di maturare in fretta, questa era la mia scommessa nel lontano 1991!

Frequenti la Sezione ?
Ognuno di noi ha bisogno di frequentare la sezione. L’aria di casa a volte ti riporta quei valori e quell’equilibrio che un arbitro necessita. Inoltre appena riesco vado a vedere qualche giovane collega nelle categorie provinciali: spero di essere da stimolo, loro per me lo sono senz’altro.

La tua arma vincente in campo ?
Il dialogo. E’ finito il calcio dell’arbitro “direttore d’orchestra”! Nel rispetto dei ruoli il dialogo con calciatori e dirigenti a volte diventa fondamentale.

Il tuo tallone d'Achille ?
Troppi...! L’importante è mettersi sempre in discussione e lavorare sodo a testa bassa per migliorare ogni giorno. Preparazione tecnica,regolamentare e atletica devono assolutamente far parte del bagaglio di ogni arbitro.

Secondo te cosa ha colpito gli altri... tanto da farti arrivare nelle categorie Nazionali ?
Dovrebbero rispondere quelli che hanno avuto fiducia nel sottoscritto. Senza presunzione posso dire che una dote da sempre a me riconosciuta è la tenacia e la forza di non mollare mai. Una carriera prevede tanti momenti negativi ma l’importante è tenere duro ed avere fiducia nei propri sacrifici.

Come riesci a conciliare attività arbitrale, Sezione e affetti ?
Rimanere sé stessi! Gli impegni sono tantissimi tra raduni, partite e allenamenti ma se riesci a rimanere equilibrato tutto diventa un piacere soprattutto se ricordi ogni istante che quello che sto vivendo è un sogno realizzato.

Come ti concentri per arrivare al meglio alla gara ?
A parte la preparazione tecnica sulle squadre e il briefing con il resto della quaterna vivo l’attesa con grande serenità e tranquillità! Mi ritengo fortunato ma non ho mai avuto nessun problema a gestire la tensione pre gara!

Come affronti la gara ?
Con la carica giusta convinto di aver fatto tutto per farmi trovare pronto e far bene! Una preghiera a mio padre che non c’è più e via... Il sogno continua!

Che rapporto hai con gli osservatori ?
Buono! Risorsa indispensabile per la crescita di ognuno di noi. Purché comprendano in fondo il loro mandato e la loro utilità! Di moviolisti ne abbiamo troppi... Scherzo dai!!!

Il momento più brutto della tua carriera ?
Maggio 2002 la perdita di mio padre, il mio primo tifoso! Avrei voluto averlo al mio fianco coronando un sogno per entrambi, il 18 settembre, giorno del mio esordio in serie A! Ma sono sicuro sia il mio angelo custode e un pochino sarebbe fiero di me!

La soddisfazione più grande ?
Tante, direi tantissime! L’esordio all’Olimpico di Roma, la prima a San Siro, le esperienze da 4° ufficiale all’estero ma anche quelle che sembrano più banali: l’anno scorso, nel quartiere di Bergamo dove sono nato, hanno voluto premiarmi e organizzato una stupenda serata in “mio onore”! Sulla targa c’era scritto... Orgoglio bergamasco! Che emozione ragazzi!

Come vedi il tuo futuro nell'A.I.A. ?
Mi piacerebbe poter lavorare con i più giovani e comunque rimanere nell’A.I.A. per poter trasmettere l’esperienza vissuta in tutti questi anni. Chi l’associazione la porta dentro difficilmente riesce a tradirla,indipendentemente da visibilità o denaro!

Ci sono state persone che ti hanno realmente dato una mano in momenti "no" ?
Per fortuna tante! Uno su tutti il nostro compianto Pierluigi Magni: un maestro a volte duro, burbero ma straordinario! Un giorno mi disse:”maglietta sudata,testa bassa e tanti sacrifici... Diventarai un uomo ed un arbitro!”. Aveva ragione!

A chi doneresti il guadagno della tua prossima gara ?
A un gruppo di ragazzi down che spesso vado a trovare! Loro ti insegnano a sognare!

La domanda spesso più utilizzata è perché hai deciso di diventare arbitro...noi vogliamo sapere cosa ti spinge a continuare visti gli impegni sempre più frequenti ?
Gli impegni basta gestirli. Questo è un sogno e quando si sogna non è un peccato svegliarsi?

Messaggio per i giovani colleghi ?
Sarò ripetitivo ma dico sempre ai più giovani di vivere questa incredibile esperienza a 360°. Essere arbitri è l’esperienza più affascinante che possa capitare ad un adolescente dell’attuale generazione! Stimoli, sudore, sacrificio e umiltà sono le doti richieste per diventare grandi arbitri ma anche grandi uomini! E in fondo sognare non guasta mai... A volte si avverano!!!

 
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