Ciao Paolo, la rubrica Pinacoteca ti ospita di nuovo, ma ora sei un arbitro internazionale … come hai appreso la notizia della tua nomina ?
A volte mi sembra tutto quasi irreale, un sogno incredibile! Il 17 dicembre in occasione di un ritiro a Coverciano Stefano Braschi mi ha preannunciato questa sua intenzione! Poi il 20 in occasione del pranzo federale la consegna del badge Fifa 2011 da parte del presidente federale Abete! Ho ancora i brividi...
Giusto per rinfrescarci la memoria... Da quanti anni ti diverti con il fischietto ?
Sono quasi vent'anni. Ho frequentato il corso nell'ormai lontano 1991, a 17 anni !
Sappiamo che spesso gli arbitri italiani sono invitati a dirigere nei campionati stranieri: ti è già capitata una esperienza internazionale ?
Ho fatto diverse esperienze in questi anni come quarto ufficiale con colleghi internazionali italiani. Tutte esperienze meravigliose, gratificanti che ti fanno capire una volta di più quanto sia apprezzata e rispettata la figura dell'arbitro all'estero. Su tutte Liverpool con Rizzoli: entrando all'Anfield Road è impossibile non commuoversi...
Nell'intervista di un anno fa ci confidavi che il tuo motto è "non fermarsi mai davanti agli ostacoli". Quali pensi possano essere ora gli ostacoli nel tuo cammino da internazionale ?
Un arbitro, soprattutto con la carriera simile alla mia, non deve mai pensare agli ostacoli! Le difficoltà servono a renderci consapevoli di quanta forza abbiamo dentro per superarle. L'arbitraggio deve venire dal cuore; senza quello è impossibile ambire a grandi traguardi!
Quali sono le competizioni che per prime sarai chiamato a dirigere ? Dove immagini quindi di fare il tuo esordio ?
Non ne ho idea, ma partire per dirigere una gara in qualsiasi Paese da arbitro internazionale penso sia un'esperienza senza uguali. Il 30 gennaio ci sarà il primo raduno Uefa a Limassol (Cipro). Sei giorni con la commissione presieduta da Pierluigi Collina con test atletici e tecnici. Ricevere la mail-invito dell'Uefa è stata un'emozione incredibile!
Hai definito la tua arma vincente in campo "il dialogo"… permettici una battuta: come te la cavi con l'inglese ? Pensi ci saranno problemi di comunicazione dirigendo squadre di altri paesi ?
Nelle mie esperienze da quarto ufficiale ho notato che i giocatori di club esteri tendono a parlare molto meno rispetto all'Italia...! Continuerò a dire che il dialogo è fondamentale nel calcio moderno: coinciso, con personalità e autorevolezza e l'ultima parola dev'essere sempre quella dell'arbitro! Insomma potrebbe bastare anche il mio inglese, modesto ma essenziale!
Secondo te cosa ha colpito gli altri, tanto da farti diventare Internazionale ?
Senza presunzione ma vorrei dire la tenacia, la grande forza di lavorare sodo e in silenzio, la voglia di diventare grande e migliorarsi sempre e la schiettezza! Arbitrare a volte è un esercizio di solitudine straordinaria: l'impegno, la serenità e la voglia di sognare devono essere ben presenti nello zaino di ogni arbitro!
Ora sarà ancora più difficile conciliare attività arbitrale, Sezione e affetti...
Non difficile ma entusiasmante! Accanto ad un arbitro deve esserci una compagna all'altezza e io ringrazio mia moglie Daiana che mi è accanto da 13 anni come solo una grande donna saprebbe fare. Andrò sempre in Sezione per trasmettere ai giovani colleghi il mio entusiasmo e far capire loro che i sacrifici pagano sempre!
A chi vuoi dedicare questo importantissimo risultato ?
Appunto a mia moglie Daiana, a Pierluigi Magni indimenticato maestro di vita e di arbitraggio e soprattutto a mio padre che è mancato otto anni fa. Questo ambito riconoscimento è tanto suo! Per me un'assenza pesantissima che però mi trasmette una forza incredibile!
Immaginiamo che la soddisfazione più grande della tua carriera sia appunto la nomina ad Internazionale. Ora che traguardi speri di raggiungere ? Qual'è il tuo obiettivo ?
Rimanere Paolo Mazzoleni! Ho lottato, lavorato e sognato tanto! Continuerò a farlo più di prima, mettendoci la faccia come ho sempre fatto. Ho raggiunto un traguardo incredibile, non solo sportivo ma personale! L'altro giorno passeggiando per Bergamo sono stato avvicinato da alcuni passanti che mi hanno detto: "Complimenti Mazzoleni, Bergamo deve essere orgogliosa di lei!". Questo è il regalo più bello!
Sempre un anno fa ci dicevi "A volte i sogni si avverano". Beh... Probabilmente ce lo hai confermato tu stesso. Il messaggio per i giovani colleghi è quindi ancora valido ?
Assolutamente si! Soprattutto in questo periodo penso spesso al mio passato, agli esordi, alle tensioni, alla voglia di ottenere una licenza militare nel '93 per correre a Bergamo a dirigere la Terza Categoria, alle tante persone che hanno creduto nel sottoscritto, a quelle che non l'hanno mai fatto tentando poi di cambiare tattica...! Amo stare con i colleghi giovani proprio perché mi riportano alla partenza, a farmi capire quanto sia essenziale avere la testa piena di sogni! E io cerco di trasmettere loro la voglia di crederci! Arbitri si è per tutta la vita ma il passato insegna che questa nostra affascinante divisa bisogna saperla portare! Altrimenti resta un colorato capo d'abbigliamento sportivo...! Un forte abbraccio a tutti gli arbitri lombardi, ad Alberto Zaroli che pochi attimi dopo l'ufficialità della mia nomina mi ha trasmesso la soddisfazione di una regione intera! Ne avrei tantissime ancora da raccontare, ditemi voi se non è un sogno...! |