Anni ?
29.
Cosa fai nella vita ?
Sono laureato in economia e commercio. Al momento sono impiegato presso un centro radiologico.
Famiglia ?
Papà, mamma e un fratello maggiore.
Qual è il tuo motto ?
“L’appetito vien mangiando!”. Non bisogna mai accontentarsi ma bisogna sempre avere “fame”.
Come ti ha cambiato l'A.I.A. ? L'arbitraggio ti ha aiutato a crescere anche nella vita ?
L’arbitraggio non è solo una passione, ma è anche uno stile di vita. Grazie ad esso ho imparato a rapportarmi con le persone e a prendere delle decisioni in poco tempo con la massima serenità.
Frequenti la Sezione ?
Ovviamente si, anche perché da diversi anni svolgo l’incarico di segretario e faccio parte del Consiglio Direttivo Sezionale. Ma perché, c’è ancora qualcuno che non la frequenta?
La tua arma vincente in campo ?
Non ripensare mai a quello che è appena successo. Cerco sempre di prepararmi mentalmente a quello che potrebbe succedere.
Il tuo tallone d'Achille ?
Sono talmente tanti che ad elencarli tutti vi annoierei...
Secondo te cosa ha colpito gli altri... tanto da farti arrivare nelle categorie Nazionali ?
La serietà, l’impegno e l’entusiasmo.
Come riesci a conciliare attività arbitrale, Sezione e affetti ?
Basta sapersi organizzare. Se tieni veramente a una cosa riesci a ritagliare degli spazi di tempo da dedicarle.
Come ti concentri per arrivare al meglio alla gara ?
Semplicemente stando sereno.
Come affronti la gara ?
Come se fosse l’ultima... Insomma, cerco sempre di dare il massimo.
Che rapporto hai con gli osservatori ?
Ho un buon rapporto. Purtroppo, soprattutto a caldo subito dopo la partita, so che non è facile sentirsi fare dei rilievi, ma senza di essi non si va da nessuna parte. Bisogna saper ascoltare i consigli che ci vengono dati e metterli in pratica già a partire dalla gara successiva. Saper riconoscere, accettare e riscattare i propri errori è fondamentale per un arbitro.
Il momento più brutto della tua carriera ?
Quando ho perso in campo la mia prima monetina alla quale ero molto affezionato. Poi ci ho fatto l’abitudine, visto che ne perdevo una a gara! Scherzi a parte, al momento ho solo bei ricordi.
La soddisfazione più grande ?
Per ora sicuramente il passaggio alla C.A.N. D.
Come vedi il tuo futuro nell'A.I.A. ?
Non saprei... Sicuramente mi piacerebbe avere la possibilità di aiutare le giovani leve a crescere.
Ci sono state persone che ti hanno realmente dato una mano in momenti "no" ?
Ovviamente si, tutta la mia Sezione.
A chi doneresti il guadagno della tua prossima gara ?
Sicuramente a qualche associazione che si occupa di ricerca.
La domanda spesso più utilizzata è perché hai deciso di diventare arbitro...noi vogliamo sapere cosa ti spinge a continuare visti gli impegni sempre più frequenti ?
Semplicemente perché ho scelto di diventare un arbitro, sono un arbitro e voglio continuare a comportarmi da arbitro.
Messaggio per i giovani colleghi ?
Cercate di divertirvi e di fare le cose con semplicità, alla fine l’impegno paga sempre. Un grosso “in bocca al lupo” a tutti! |