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OGGIONI Davide - Sezione di Monza - Arbitro C.A.I.
 
 

Anni ?
26 anni, 8 di tessera.

Cosa fai nella vita ?
Sto studiando ingegneria gestionale a Milano e da 7 anni lavoro per un'azienda inglese durante gli eventi motoristici in Italia, oltre ad altre occupazioni saltuarie.

Famiglia ?
Papà, mamma e una sorella più piccola: sono loro che mi sopportano e che mi supportano !

Qual è il tuo motto ?
Crederci sempre, mollare mai !

Come ti ha cambiato l'A.I.A. ? L'arbitraggio ti ha aiutato a crescere anche nella vita ?
Per quanto mi riguarda l'esperienza arbitrale mi ha reso molto più indipendente e nonostante non possa definirmi certo uno dei più "esperti" posso sicuramente affermare che l'AIA aiuti tantissimo nella crescita, soprattutto nei rapporti con le altre persone, in molti casi anche molto più grandi, sia in campo che in sezione.

Frequenti la Sezione ?
Non posso farne a meno (te credo, sono Segretario...). No, a parte gli scherzi, esagerando credo che la sezione sia molto più importante del campo. Ho vissuto sulla mia pelle che da quando ho iniziato a frequentare la sezione in maniera assidua (anche polo di allenamento, raduni etc...) ho aggiunto un bagaglio, sia tecnico che personale, che si è poi trasformato in risultati sul campo.

La tua arma vincente in campo ?
Credo la capacità di rapportarmi con tutte le altre componenti. Per quanto riguarda fattori tecnici forse il riuscire a leggere ogni volta il tipo di gara.

Il tuo tallone d'Achille ?
Fino a due/tre stagioni fa stava diventando la preparazione atletica, che forse non è ancora proprio al massimo possibile nemmeno oggi, però in campo maschero bene... ;-)

Secondo te cosa ha colpito gli altri... tanto da farti arrivare nelle categorie Nazionali ?
Per non stare sempre nel tecnico dico solo una parola: SERENITA'.

Come riesci a conciliare attività arbitrale, Sezione e affetti ?
Per il momento con un minimo di organizzazione riesco tranquillamente a incastrare tutto, quando magari cambierà qualcosa vedremo...

Come ti concentri per arrivare al meglio alla gara ?
Cerco di preparare al meglio tutti i particolari, anche i più piccoli; per il resto un bel piatto di pastasciutta e tanta voglia di andare in campo tranquillo e deciso.

Come affronti la gara ?
Sereno, qualsiasi gara sia: se uno è lì è perché se lo merita. La tensione gioca sempre brutti scherzi, soprattutto quando si sa di non essere al meglio.

Che rapporto hai con gli osservatori ?
Ottimo, solo forse in un'occasione c'è stato qualche problema, ma nello spogliatoio sono sempre stato tranquillo e ascolto tutto ciò che hanno da dirmi, poi decido cosa mettere in pratica.

Il momento più brutto della tua carriera ?
Per ora non posso lamentarmi proprio di nulla.

La soddisfazione più grande ?
Finale di Coppa Italia di Promozione e finale play-off di eccellenza nel giro di 4 giorni, e poi sicuramente il passaggio alla C.A.I.

Come vedi il tuo futuro nell'A.I.A. ?
Lungo (spero).

Ci sono state persone che ti hanno realmente dato una mano in momenti "no" ?
Se facessi dei nomi ne dimenticherei sicuramente qualcuno, dico solo che in sezione ho trovato le persone ideali che sono sempre disposte a darti una grossa mano.

A chi doneresti il guadagno della tua prossima gara ?
Devo ancora ricevere la gara...

La domanda spesso più utilizzata è perché hai deciso di diventare arbitro...noi vogliamo sapere cosa ti spinge a continuare visti gli impegni sempre più frequenti ?
Personalmente non mi pesa proprio nulla, anzi più vado avanti più non vedo l'ora di andare in sezione, agli allenamenti, per poi affrontare l'impegno successivo. E poi senza dubbio la voglia di continuare a vivere l'AIA dall'interno e non da spettatore.

Messaggio per i giovani colleghi
?
Lo dico sempre: divertitevi e iniziate da sùbito a frequentare la sezione, il polo di allenamento, i raduni e tutte le occasioni possibili per acquisire esperienza e stare in gruppo! Metteteci tutta la voglia e la passione possibili per poi non dire "Se ci avessi provato...".

 
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