
Anni ?
30.
Cosa fai nella vita ?
Dirigente d'azienda.
Famiglia ?
Non ancora... Single.
Qual è il tuo motto ?
Crederci sempre.
Come ti ha cambiato l'A.I.A. ? L'arbitraggio ti ha aiutato a crescere anche nella vita ?
Certo. Cresci nella personalità, nella fiducia nei tuoi mezzi.
Frequenti la Sezione ?
E' fondamentale esserci sopratutto per i giovani arbitri. Un consiglio: puo' valere molto. Mi occupo delle riunione tecniche.
La tua arma vincente in campo ?
La spontaneita' e la tranquillita'.
Il tuo tallone d'Achille ?
Non e' proprio il tallone... Sono le mie caviglie... Ho fatto due brutte distorsioni a destra e sinistra.
Secondo te cosa ha colpito gli altri... tanto da farti arrivare nelle categorie Nazionali ?
Dobbiamo chiederlo agli osservatori. Che ne pensa Alberto Zaroli che mi ha visto due volte in regione ???
Come riesci a conciliare attività arbitrale, Sezione e affetti ?
Difficile... Il tempo e' tiranno... Ma volere e' potere.
Come ti concentri per arrivare al meglio alla gara ?
Lavorando seriamente in settimana sia nella parte atletica che nella parte tattica di conoscenza delle squadre.
Come affronti la gara ?
Ogni gara ha la sua storia e la sua importanza e nasconde i suoi problemi: sono da valutare ogni domenica.
Che rapporto hai con gli osservatori ?
Buono. Sono colleghi che sono stati sul campo come noi... Dobbiamo sempre essere umili e ascoltare i loro consigli. L'arbitraggio non e' scienza perfetta ed ognuno ha la propria sensibilita' e punto di vista. Sta a noi arbitri cogliere gli spunti più' importanti.
Il momento più brutto della tua carriera ?
Gli infortuni alle caviglie.
La soddisfazione più grande ?
Lo scorso anno con la direzione della semifinale play off di ritorno Benevento - Foggia con gli assistenti lombardi Michele Alverdi e Angelo Provesi.
Come vedi il tuo futuro nell'A.I.A. ?
Per ora penso a fare il mio dovere ogni domenica sui campi.
Ci sono state persone che ti hanno realmente dato una mano in momenti "no" ?
Assolutamente sì, e le ringrazio. Proprio nei momenti difficili capisci chi ti sta vicino.
A chi doneresti il guadagno della tua prossima gara ?
Tanti ne avrebbero bisogno... Ai drammi che ci hanno recentemente colpito: Abruzzo e Messina.
La domanda spesso più utilizzata è perché hai deciso di diventare arbitro...noi vogliamo sapere cosa ti spinge a continuare visti gli impegni sempre più frequenti ?
Perchè a sedici anni inizi per scherzo... Poi diventa parte della tua vita... E ti da' sempre nuove e grandi soddisfazioni.
|