Anni ?
30 appena compiuti.
Cosa fai nella vita ?
Funzionario di banca.
Famiglia ?
Felicemente fidanzato, la famiglia sarà un obiettivo futuro.
Qual è il tuo motto ?
Non si molla neanche per un attimo... Dopo ogni momento negativo di una carriera ci sono momenti positivi capaci di cancellare ogni delusione.
Come ti ha cambiato l'A.I.A. ? L'arbitraggio ti ha aiutato a crescere anche nella vita ?
La pratica arbitrale è stata fondamentale nella fase adolescenziale perché mi ha insegnato ad affrontare le responsabilità da solo. Il campo costituisce la miglior “palestra” per allenare e temprare il proprio carattere.
Frequenti la Sezione ?
Decisamente sì, la sezione rimane un punto fermo della vita arbitrale, il luogo di incontro e di confronto con tutti coloro che condividono la mia stessa passione sportiva ed associativa.
La tua arma vincente in campo ?
Concentrazione e decisione.
Il tuo tallone d'Achille ?
A volte l’impulsività.
Secondo te cosa ha colpito gli altri... tanto da farti arrivare nelle categorie Nazionali ?
Credo la capacità, negli anni, si saper modellare il modo di arbitrare facendo tesoro degli insegnamenti ricevuti. Il tutto accompagnato da una gran voglia di migliorarsi
Come ti concentri per arrivare al meglio alla gara ?
La partita è la conclusione di una preparazione settimanale atletica e mentale. La serenità è la chiave per non farsi schiacciare dal peso dell’aspettativa e dalla voglia di strafare.
Che rapporto hai con gli osservatori ?
Tutti noi siamo i migliori osservatori di noi stessi, ma saper “leggere” i suggerimenti e i consigli dei colleghi OA è una capacità che bisogna avere per fare autocritica e migliorare continuamente.
Il momento più brutto della tua carriera ?
Sicuramente quando, tre anni fa, durante un allenamento, mi sono fratturato il gomito e sono stato lontano dal campo per più di un mese.
La soddisfazione più grande ?
Il passaggio alla CAN C, 5 anni fa, come uno dei due arbitri più giovani dell’organico.
Ci sono state persone che ti hanno realmente dato una mano in momenti "no" ?
La sezione e gli affetti hanno sempre avuto un ruolo fondamentale.
La domanda spesso più utilizzata è perché hai deciso di diventare arbitro...noi vogliamo sapere cosa ti spinge a continuare visti gli impegni sempre più frequenti ?
Un po’ per caso, a scuola quando avevo 15 anni, un po’ per curiosità andai in sezione per chiedere alcune informazioni sul corso arbitri. Da allora,,,eccomi qua! Con serenità si riesce a conciliare tutto!
Messaggio per i giovani colleghi ?
Divertirsi godendosi ogni momento della vita arbitrale, restando consapevoli della responsabilità sportiva che ci viene affidata settimanalmente mediante il rispetto delle regole. Ricordarsi che arbitri non si nasce, ma si diventa con tanta voglia di crescere e spirito di sacrificio. |