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PROIETTI Roberto - Sezione di Bergamo - Osservatore Arbitrale C.A.N. PRO
 

Raccontaci brevemente la tua vita nell’A.I.A.
Sono arbitro dal dicembre del 1979 e perciò ho appena compiuto 30 anni di tessera. Fino al 1992 ho fatto parte della sezione di Ostia Lido, arbitrando diversi anni nel campionato d’eccellenza del Lazio. Poi mi sono trasferito per lavoro a Bergamo: ho arbitrato ancora un anno e poi per mancanza di nuovi stimoli per il futuro sono passato Fuori quadro.

Da quanti anni fai l’osservatore ?
Da circa 16 anni.

Frequenti la Sezione ?
Per gli impegni obbligatori e poco più, e comunque non quanto vorrei. Nella mia precedente sezione sono stato per vari anni consigliere e per un biennio segretario, ma erano altri tempi, ora famiglia, lavoro e impegni alla CAN PRO non mi lasciano altro tempo.

E’ difficile lasciare il campo per sedersi in tribuna ?
Inizialmente molto. Manca il terreno di gioco, con tutto ciò che comporta. Poi con il tempo si accetta il cambiamento come una naturale evoluzione.

Come ti prepari per la visionatura ?
Niente di particolare: mi rilasso durante il viaggio in auto ascoltando musica, arrivo per tempo all’impianto, mi dispongo alla massima tranquillità interiore e nel contempo ad una piena concentrazione.

La prima cosa che noti nella terna ?
Il modo di muoversi e di rapportarsi tra di loro nel riscaldamento e poi nello scendere in campo.

Cosa devono avere l’arbitro e gli assistenti per colpirti ?
Estrema naturalezza nel portare avanti in modo efficace il loro compito.

Studi come porti con la terna ? Come affronti il colloquio di fine gara ?
Il colloquio non è studiato. Certamente prima di iniziarlo ripasso mentalmente gli argomenti da toccare e poi ho un ordine di massima che si ripete ogni volta, ma in realtà ogni colloquio è naturale, spontaneo, interattivo e quindi irripetibile.

La soddisfazione più grande da quando hai deciso di indossare l’abito dell’osservatore ?
Il premio nazionale “Luca Davino” come miglior osservatore della CAND e la promozione in CAN PRO.

Cosa ti spinge a continuare ?
Semplice, la passione – penso inestinguibile - per l’arbitraggio.

Il tuo obiettivo ?
Cercare di fare al meglio delle mie possibilità in questa prestigiosa categoria in cui opero, sempre non perdendo di vista il divertimento che deriva dalla nostra attività. Poi si vedrà.

L’impressione che hai sempre avuto dalla tribuna poi durante il colloquio si è sempre rivelata tale ?
Quasi sempre.

Quando vai a visionare la terna cosa provi entrando nell’impianto ?
Entro pienamente nel clima prepartita.

Ci sono delle persone che pensi di dover ringraziare per l’aiuto dato in momenti "no" ?
Innanzitutto mia moglie e i miei figli. E poi una persona che ha creduto in me lanciandomi quando la mia carriera languiva un po’ in regione. Penso che si riconoscerà nella mia descrizione...

La terna ti "lascia" qualcosa a fine gara ? Ci vuoi raccontare un colloquio che conservi nei ricordi ?
Ne ricordo tanti, faccio fatica a scegliere. Ne racconto uno abbastanza recente. Alla CAND misi 8,35 ad un arbitro per cui quella visionatura era importante, ma nello spogliatoio si creò comunque un ottimo feeling e ci salutammo con grande cordialità. Seppi poi da un OT che si era espresso su di me in termini molto lusinghieri sia come osservatore che come uomo.

C’è qualcosa che vorresti dire a tutti gli Arbitri ?
Non perdete mai la passione. E’ ciò che vi può permettere di divertirvi ed anche la base per qualsiasi carriera di vertice.

 
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