Anni ?
33.
Cosa fai nella vita ?
Lavoro come impiegato amministrativo in una scuola privata con circa 1200 studenti.
Famiglia ?
Sono sposato da 3 ½ anni ed ho una figlia di 1 mese.
Qual è il tuo motto ?
"Così e la vita...". Nel senso che bisogna sempre saper accettare quella che è la vera realtà delle cose.
Come ti ha cambiato l'A.I.A. ? L'arbitraggio ti ha aiutato a crescere anche nella vita ?
Mi ha dato la possibilità di conoscere molte persone, vedere luoghi che prima non avevo mai visto, facendo uno sport che mi permette di tenermi in forma e sentirmi bene divertendomi. L’arbitraggio l’ho intrapreso quando avevo già 20 anni; mi ha aiutato ad aumentare la mia obiettività nello sport così come nella vita, oltre ad aumentare la mia autostima in rapporto ai traguardi via via raggiunti.
Frequenti la Sezione ?
Gli allenamenti e gli impegni a livello nazionale sono aumentati nel corso del tempo. Ho cercato comunque di frequentare sempre la sezione durante gli allenamenti e le lezioni tecniche oltre che trovandomi all’esterno con gli associati con cui condivido amicizie o solo interessi comuni.
La tua arma vincente in campo ?
La serenità e l’attenzione.
Il tuo tallone d'Achille ?
La voglia di fare allenamento da solo... Sempre fatto... Ma che fatica!!!
Secondo te cosa ha colpito gli altri... tanto da farti arrivare nelle categorie Nazionali ?
Spero la bravura oltre che l’impegno nell’attività arbitrale.
Come riesci a conciliare attività arbitrale, Sezione e affetti ?
E’ difficile ma bisogna organizzarsi e trovare i giusti compromessi anche con le persone a te care. Molte volte ci si ritrova a fare delle scelte che sicuramente portano la propria vita a prendere una strada che è senza ritorno... Bisogna essere sicuri delle scelte fatte e non guardarsi indietro.
Come ti concentri per arrivare al meglio alla gara ?
Se ho tempo rileggo velocemente il regolamento di giuoco.
Come affronti la gara ?
Mangio poco, cerco di rimanere concentrato, e cerco di fare del mio meglio.
Che rapporto hai con gli osservatori ?
Buono. Mai contestare un osservatore…anche se non si è d’accordo - bisogna cercare di capire i motivi che hanno spinto lui a fare le osservazioni che ti sono state evidenziate.
Il momento più brutto della tua carriera ?
Il giorno in cui ho capito che da AE non avrei più fatto passi avanti...
La soddisfazione più grande ?
Essere arrivato in CAN PRO.
Come vedi il tuo futuro nell'A.I.A. ?
Nel breve lo vedo legato all’attività tecnica che sto svolgendo. Alla lunga spero di poter dare una mano a far crescere i ragazzi più giovani e migliorare con il mio contributo la sezione e l’associazione.
Ci sono state persone che ti hanno realmente dato una mano in momenti "no" ?
Gli amici che ho trovato all’interno dell’associazione.
A chi doneresti il guadagno della tua prossima gara ?
Purtroppo il guadagno è abbastanza risicato... Ma se c’è una buona causa una tantum che mi viene proposta non mi tiro indietro.
La domanda spesso più utilizzata è perché hai deciso di diventare arbitro...noi vogliamo sapere cosa ti spinge a continuare visti gli impegni sempre più frequenti ?
La risposta è sempre la stessa... Vedere fino a dove uno può arrivare. Fino a quando ne avrò la possibilità ed avrò la voglia di divertirmi continuerò ad arbitrare.
Messaggio per i giovani colleghi ?
Impegno, allenamento, serietà, sono tre concetti che non devono mai mancare ad un arbitro per far sì che possa affrontare la vita tecnica ed associativa con serenità e divertendosi. |