Pinacoteca
"GALLERIA DI RITRATTI DI ARBITRI, ASSISTENTI ED OSSERVATORI LOMBARDI ALLA RIBALTA NAZIONALE"
A CURA DI: Anna DI NARDO e Paolo CAZZANIGA.

 
SERANI Simone – Sezione di Monza – Arbitro C.A.I.

Anni ?
27.

Cosa fai nella vita ?
L’arbitro! E, nel tempo libero, lavoro come Project Manager in una multinazionale del settore energia e trasporti a Milano.

Famiglia ?
Mamma, papà e un fratello più grande, distanti ahimé un bel po’ di km da qua, a Narni, in provincia di Terni, nell’Umbria che conta! E una splendida ragazza a Bastia Umbra, alle porte di Assisi.

Qual è il tuo motto ?
Goditi la vita, ogni giorno!

Come ti ha cambiato l'A.I.A. ? L'arbitraggio ti ha aiutato a crescere anche nella vita ?
Faccio parte ormai dell’AIA dal lontano 1997. E per forza di cose tanti anni di appartenenza ad un’associazione non possono non cambiarti la vita. Giorno dopo giorno il mio mondo è diventato la nostra Associazione. I miei migliori amici sono persone che, come me, amano divertirsi, stare in compagnia ed impegnarsi tutta la settimana per dare il meglio la Domenica in campo.

Frequenti la Sezione ?
Ho sempre frequentato moltissimo la Sezione. Per tanti anni ho frequentato, quasi ogni giorno, la mia prima Sezione, quella di Terni. Oltre ad essere diventato un immancabile punto di ritrovo con i miei amici, è, ed è sempre stato, un luogo dove poter discutere, con coetanei e persone più esperte, di tutti i dubbi e quesiti sul complicato mondo che è l’arbitraggio! Ora frequento la mia attuale Sezione, quella di Monza. E per la prima volta nella mia vita darò una mano a tenere il corso arbitri!

La tua arma vincente in campo ?
Non so, forse la spontaneità nel relazionarmi con i giocatori e con le altri componenti del mondo del calcio. E la semplicità con cui mi presento e che mi ha sempre contraddistinto dentro e fuori dal campo.

Il tuo tallone d'Achille ?
Negli ultimi anni, ahimé, è diventato la preparazione atletica e di conseguenza la prestazione atletico/tattica in campo. Prima per un infortunio abbastanza serio alla caviglia, poi il lavoro e infine problemi di salute abbastanza gravi, hanno peggiorato drasticamente quell’aspetto che prima era il mio punto di forza. Ma sto lavorando ogni giorno per tornare sempre più in forma!

Secondo te cosa ha colpito gli altri... tanto da farti arrivare nelle categorie Nazionali ?
Credo proprio quello di cui vi parlavo prima. E il tutto condito con infinita pazienza, tanta costanza e forza di volontà. Allenarsi sempre, frequentare la sezione ed avere anche un pizzico di fortuna sono gli ingredienti fondamentali per arrivare ad una categoria nazionale.

Come riesci a conciliare attività arbitrale, Sezione e affetti ?
Per me l’arbitraggio è una passione. L’AIA è diventata, anno dopo anno, una seconda famiglia. E sono felice nell’AIA perché sono felice nella vita extra-associativa. Così anche in tutto ciò che è fuori l’AIA, come la mia famiglia o il rapporto con la mia ragazza, riesco ad essere felice e ad essere sempre me stesso anche grazie alla vita associativa e alla passione per l’arbitraggio.

Come ti concentri per arrivare al meglio alla gara ?
In tanti anni di arbitraggio ho capito che il miglior modo per concentrarmi è essere sereni. Nessun rituale, nessun gesto scaramantico. E il poter condividere i momenti pre-gara con i colleghi assistenti rende ovviamente tutto più facile. Ci si concentra insieme, con il giusto mix di serietà e allegria, pensando che si deve fare un buon lavoro, ma che in fondo si è lì, tutti e 3 (speriamo presto in 4…) soprattutto per divertirsi!

Come affronti la gara ?
Con serietà, cercando, quando possibile, di costruire un rapporto costruttivo con i calciatori e con le altre componenti del mondo del calcio… Ma pensando in fondo che quella che stiamo arbitrando è una semplice partita di calcio e che la federazione di cui facciamo parte è la Federazione Italiana GIUOCO Calcio… E quindi che un gioco dovrebbe sempre rimanere.

Che rapporto hai con gli osservatori ?
Cerco sempre di vedere l’Osservatore come una persona che mi può aiutare a crescere, che mi può dare utili consigli per rendermi un arbitro migliore. Cerco sempre di pensare che l’Osservatore è in fondo un arbitro, proprio come noi, che ha calcato i campi di calcio prima di noi e che, dall’alto della tribuna, può darci un parere costruttivo sulla nostra gara. Ma non nascondo che, mille volte, sono rimasto deluso o contrariato dalle parole che ho sentito a fine gara. Fa parte del gioco, dei ruoli, dell’essere uomini che devono dare, per quello che è il loro ruolo, dei giudizi soggettivi a un qualcosa che oggettivo in realtà non lo è e che può essere letto in mille modi diversi. E quindi cerco sempre di essere felice ogni volta che sento quel fatidico “toc-toc” a fine gara. Essere visionati, in fondo, significa essere considerati!

Il momento più brutto della tua carriera ?
Arbitralmente parlando nel 2006, quando dopo una bellissima stagione nel campionato di Eccellenza umbra, non è arrivata quella tanto attesa promozione agli Scambi. O quando, per due volte, sono finito in ospedale per il vergognoso comportamento di persone che non riesco e non riuscirò mai a chiamare tifosi. Umanamente parlando, lo scorso anno, quando proprio a Sportilia svenni e iniziò un lungo e difficile periodo passato tra un ospedale e un altro, con in fondo la paura di non poter mai più mettere il fischietto in bocca. Ma, invece, eccomi qua!

La soddisfazione più grande ?
Naturalmente la promozione, a Giugno 2008, alla CAI. E speriamo ne vengano altre come quella! Almeno altre 2 o 3...

Come vedi il tuo futuro nell'A.I.A. ?
Non lo so. Dipende da mille fattori. Da come andrà questa stagione alla CAI, da come andrà l’eventuale prossima e quella dopo ancora. Sappiamo tutti che il nostro è un mondo estremamente dinamico. Un giorno sei alle stelle e quello dopo alle stalle. Quindi, sinceramente, non lo so, ma spero che, in ogni caso, potrò dare il mio contributo a far crescere questa Associazione e le persone che ne fanno e ne faranno parte.

Ci sono state persone che ti hanno realmente dato una mano in momenti "no" ?
Tante. Mai come in quest’ultimo anno, nella mia vita, ho capito quali siano le persone importanti e come queste abbiano saputo aiutarmi nel periodo più duro e difficile della mia vita. Innanzitutto la mia famiglia e la mia ragazza. Ed inoltre, devo dire grazie a tante altre persone, nell’AIA e non. Dai miei colleghi della Sezione di Monza, ai miei amici ed ex colleghi della Sezione di Terni e ai cugini di Foligno. Dai dirigenti lombardi a quelli umbri e anche a livello nazionale. Tante, tante persone mi hanno aiutato ad uscire da un periodo veramente difficile e duro. Grazie!

A chi doneresti il guadagno della tua prossima gara ?
A chi soffre, a chi non ha la nostra stessa fortuna di poter vivere un’avventura come l’arbitraggio. O come la vita stessa. L’ho fatto per il terremoto in Abruzzo e lo vorrei fare mille volte in più, per chi sta male e per coloro con cui la vita non è stata generosa come con noi. Non dimentichiamoci mai che possiamo, anche con un semplice sorriso, condividere la nostra gioia e felicità con chi sta male o con chi soffre!

La domanda spesso più utilizzata è perché hai deciso di diventare arbitro...noi vogliamo sapere cosa ti spinge a continuare visti gli impegni sempre più frequenti ?
Ho iniziato per caso, per gioco… E ad oggi sono tanti i motivi per cui trovo ogni giorno la voglia e la forza di continuare. Primo di tutti è l’attaccamento alla nostra Associazione e alle persone che ne fanno parte. Dagli amici di tutti i giorni, ai “dirigenti” che mi hanno fatto crescere, sin da piccolo, sia come arbitro che soprattutto come uomo. Poi c’è ancora lo stimolo del sogno di poter arrivare in serie A. Sognare non costa nulla, no?

Messaggio per i giovani colleghi ?
E’ lo stesso che cerco di dare ad ogni allenamento, ogni volta che sono in Sezione, che vorrò dare al prossimo corso arbitri, di vivere quest’avventura prima di tutto come un gioco, un modo per stare insieme e divertirsi. E di impegnarsi ogni giorno, con costanza e forza di volontà, per poter arrivare sempre più in alto, per poter uscire in terna e per riuscire, ogni Domenica, a scendere in campo con il sorriso sulle labbra e con tanta, tanta voglia di divertirsi. Ciao a tutti!


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