Ciao Andrea, cominciamo con una tua breve presentazione. Da quanto tempo sei nell'A.I.A. ?
Ho frequentato il corso arbitri nel Novembre '86 e ho debuttato il 31 Gennaio '87, quindi compio un quarto di secolo fra pochi giorni.
Da quanto tempo sei nell'A.I.A. ?
Dal dicembre 1989.
Cosa fai nella vita ?
Lavoro come commerciale nel campo della finanza.
Sei Sposato ?
Sì, con due figli di 10 (Jacopo) e 6 anni (Giorgia).
Qual è il tuo motto ?
"Cent co cent crap", per i non milanesi potremmo ritenerlo l'analogo di un "vivi e lascia vivere".
Come ti ha cambiato l'A.I.A. ? L'arbitraggio ti ha aiutato a crescere anche nella vita ?
E' inevitabile: entri da adolescente in un ambiente dove fai sport e ti abitui a rispettare e a far rispettare le regole e ad assumere la responsabilità di decisioni in tempi brevi e contesti difficili. Nel mio caso c'è l'aggravante di 20 anni di trasferte a livello nazionale e, negli ultimi 5, a livello internazionale, conoscendo luoghi e persone che senza arbitraggio sarebbero per me ancora sconosciute.
Frequenti la Sezione ?
In questo momento sinceramente no: nel mio percorso arbitrale ho tanti anni da 3-4 sere a settimana in sezione, ma negli ultimi anni sono cresciuti gli impegni e le soddisfazioni familiari e professionali, a cui non voglio sempre anteporre quelli arbitrali.
La tua arma vincente in campo ?
Tranquillità e serenità.
Il tuo tallone d'Achille ?
Eccessiva tranquillità e serenità.
Secondo te cosa ha colpito gli altri... tanto da farti arrivare nelle categorie Nazionali ?
Le mie caratteristiche personali al di fuori del terreno di gioco.
Come riesci a conciliare attività arbitrale, Sezione e affetti ?
Come ho detto prima, con la sezione non ci riesco proprio; con la famiglia, dando il 110% quando ci sono e portando a casa la carica e la serenità che mi regala la mia attività arbitrale. Per sapere se questo basta per riuscire a conciliare... Devi chiedere a me.
Come ti concentri per arrivare al meglio alla gara ? Come affronti la gara ?
Nei giorni precedenti con un pensiero ogni tanto, poi con la "routine" della trasferta inizia il vero avvicinamento alla gara. In spogliatoio con gli "Incroci Obbligati" de "La Settimana Enigmistica" e un po' di musica. La gara la affronto al meglio quanto più riesco a godermi il privilegio di essere lì in campo in quel momento.
Che rapporto hai con gli osservatori ?
Sinceramente nella nostra categoria non hanno un'importanza fondamentale perché hanno molto spazio anche l'autocritica e... la moviola. In passato credo di avere sempre avuto un rapporto equilibrato: sempre con massimo rispetto, ma selezionando quali spunti fare propri e quali scartare.
Il momento più brutto della tua carriera ?
Quando ho capito che sarei stato dismesso come arbitro C.A.N. D: e chi lo poteva sapere che sarebbe stata la mia fortuna ?
La nomina ad internazionale è probabilmente la soddisfazione più grande. A chi vorresti dedicare il raggiungimento di questo importante traguardo ?
A mio padre: se fosse ancora qui ora farei molta fatica a tenerlo a freno...
Come vedi il tuo futuro nell'A.I.A. ?
Lasciami godere questi ultimi anni di carriera, partita dopo partita. Ci penseremo al momento opportuno, molto dipenderà dalle esigenze professionali e familiari che avrò allora... e da quello che mi proporrà l'A.I.A.
La domanda spesso più utilizzata è perché hai deciso di diventare arbitro...noi vogliamo sapere cosa ti spinge a continuare visti gli impegni sempre più frequenti ?
Scusami, ma sei proprio sicuro che tu al posto mio abbandoneresti ?
Quale messaggio vorresti trasmettere ai giovani colleghi ?
Rendetevi conto del privilegio di essere arbitri: godetevelo e divertitevi. |