
Anni ?
25.
Cosa fai nella vita ?
Personal trainer, maestro di tennis e massaggiatore.
Famiglia ?
Per ora no…
Qual è il tuo motto ?
Vivi come se dovessi morire domani, pensa come se non dovessi morire mai.
Come ti ha cambiato l'A.I.A. ?
L'arbitraggio ti ha aiutato a crescere anche nella vita ?
L’arbitraggio mi ha aiutato molto nella vita, come pure in ambito lavorativo, nella gestione dei rapporti con le varie persone.
Frequenti la Sezione ?
Si, lavoro permettendo.
La tua arma vincente in campo ?
Essere sempre vicino all’azione.
Secondo te cosa ha colpito gli altri...tanto da farti arrivare nelle categorie Nazionali ?
Un mix di aspetti credo, ma la cosa principale che più spesso mi sono sentito dire è che trasmetto serenità ai giocatori in campo.
Come riesci a conciliare attività arbitrale, sezione e affetti ?
Cerco di trovare un momento per tutto, non tralasciando mai gli affetti ovviamente, che vengono prima di tutto.
Come ti concentri per arrivare al meglio alla gara ?
La musica mi rilassa molto e allo stesso tempo riesce a farmi concentrare meglio sulla gara che andrò a fare, quindi ascolto sempre il mio iPod.
Come affronti la gara ?
Non sono mai agitato prima della gara, anzi l’arbitrare una partita riesce a farmi rilassare e a farmi passare il nervosismo e lo stress che magari ho accumulato in settimana.
Che rapporto hai con gli osservatori ?
Un rapporto cordiale e di massimo rispetto, anche quando non condivido pienamente le osservazioni ricevute.
Il momento più brutto della tua carriera ?
Sicuramente è stato quando militavo in Seconda Categoria e sono rimasto fermo quasi un anno per pubalgia.
La soddisfazione più grande ?
Al momento la soddisfazione più grande è stata l’esordio in serie D che Stefano Farina mi ha fatto fare a Matera nella gara Matera-Turris.
Come vedi il tuo futuro nell'A.I.A. ?
Come tutti mi auguro di arrivare ai massimi livelli, l’impegno da parte mia è più che totale in tal senso.
Ci sono state persone che ti hanno realmente dato una mano in momenti "no" ?
Sicuramente ringrazio entrambi i miei genitori, che da sempre si sono interessati alla mia attività arbitrale. Un ringraziamento speciale lo devo fare anche a Massimo Benzi (che era il mio organo tecnico al momento dell’infortunio per pubalgia), il quale mi ha sempre rassicurato e mi è stato vicino in quel brutto momento.
A chi doneresti il guadagno della tua prossima gara ?
Alle persone colpite dal sisma in Indonesia e dallo Tsunami a Samoa e Tonga.
La domanda spesso più utilizzata è perché hai deciso di diventare arbitro...noi vogliamo sapere cosa ti spinge a continuare visti gli impegni sempre più frequenti ?
Quello che mi spinge a continuare è innanzitutto l’enorme passione che ho per questo sport, in secondo luogo ovviamente c’è l’aspirazione di arrivare ai massimi livelli.
Messaggio per i giovani colleghi ?
Vista la mia professione il mio messaggio non può che essere: “ragazzi allenatevi sempre e tanto perché è meglio sbagliare essendo vicini all’azione piuttosto che essendo lontani”. |