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VIVENZI Mauro - Sezione di Brescia - Arbitro C.A.N. PRO
 
 
Vedo un arbitro concentrato...! E con una gran voglia di imparare ancora e migliorarsi sempre !
 

Anni ?
33.

Cosa fai nella vita ?
Libero professionista.

Famiglia ?
Sposato con Anna da 6 anni.

Qual è il tuo motto ?
Sii sempre coerente, specialmente con te stesso.

Come ti ha cambiato l'A.I.A. ? L'arbitraggio ti ha aiutato a crescere anche nella vita ?
Sicuramente in positivo. Per arbitrare sei costretto a "bruciare le tappe" maturando prima dei tuoi coetanei. L'arbitraggio ti fa crescere anche nella vita perchè ti abitua a relazionarti con gli altri, a stare in mezzo alle persone essendo consapevole di avere un ruolo. Per un ragazzino di 16 anni rapportarsi con persone più grandi è uno dei modi migliori per costruire la propria personalità.

Frequenti la Sezione ?
Purtroppo non quanto vorrei. Cerco comunque di essere sempre presente alle lezioni tecniche e, se non sono designato, vado a vedere arbitri alle prime armi.

La tua arma vincente in campo ?
La concentrazione.

Il tuo tallone d'Achille ?
L'istintività.

Secondo te cosa ha colpito gli altri... tanto da farti arrivare nelle categorie Nazionali ?
Credo che abbiano visto in me grande impegno e serietà. Poi è anche questione di fortuna...

Come riesci a conciliare attività arbitrale, Sezione e affetti ?
Ho la fortuna di avere una moglie fantastica che capisce perfettamente la mia grande passione tanto da essere disposta a prendersi il tempo che mi rimane !

Come ti concentri per arrivare al meglio alla gara ?
Cercando di non pensarci nè troppo nè troppo poco nei giorni che la precedono, per poi trovare la giusta tensione il giorno della gara.

Come affronti la gara ?
Cercando di sbagliare il meno possibile !

Che rapporto hai con gli osservatori ?
Gli osservatori sono colleghi fondamentali nella crescita, quindi ho sempre cercato di avere con loro un rapporto costruttivo, diretto e pacato indipendentemente dal tipo di prestazione.

Il momento più brutto della tua carriera ?
Non ne ricordo uno brutto in particolare, ma tanti belli e qualcuno meno bello. L'arbitraggio è fatto di "saliscendi", non bisogna esaltarsi troppo nè deprimersi eccessivamente. L'equilibrio è fondamentale.

La soddisfazione più grande ?
Spero debba ancora venire !

Come vedi il tuo futuro nell'A.I.A. ?
Devo tanto all' A.I.A. per come mi ha aiutato a crescere. Credo che il mio fututo sarà caratterizzato sempre da grande passione.

Ci sono state persone che ti hanno realmente dato una mano in momenti "no" ?
Sicuramente mia moglie, mia madre e uno dei miei migliori amici in assoluto, Gianfranco Tavelli, ex grandissimo assistente CAN PRO.

A chi doneresti il guadagno della tua prossima gara ?
Ad un centro per disabili.

La domanda spesso più utilizzata è perché hai deciso di diventare arbitro...noi vogliamo sapere cosa ti spinge a continuare visti gli impegni sempre più frequenti ?
Sarò ripetitivo: la passione per prima, la possibilità di fare sport e la consapevolezza di appartenere ad una grande Associazione.

Messaggio per i giovani colleghi ?
Se ci credete non arrendetevi di fronte alle diffocoltà ed agli inprevisti, fanno parte non solo del nostro mondo ma anche della vita.

 
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